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"E immaginai che da qualche parte del mondo tutto dovesse essere più limpido.
Da qualche parte.
Oltre l’orizzonte, forse.
Mi vidi attraversare l’oceano al timone di una barca a vela.
I giorni mi buttavano addosso rovesci di pioggia e manciate di sole, i marosi sfidavano il cielo per poi tornare ad accucciarsi nella quiete maestosa del mare. Vidi le stelle oscillare sulle onde e sbiadire nell’alba, imparai i movimenti del vento, i passaggi della salsedine e i salti dei delfini che gocciolavano perle di luce. Vidi le pinne rischiose degli squali e branchi di pesci colorati nella simultaneità dei loro spostamenti armoniosi. Sentii sui polsi le correnti dell’Atlantico, conobbi la magia dei coralli e la trasparenza ingannevole delle meduse, i voli a planare dei pesci rondine e il canto d’amore delle balene.
Una mattina, un ramo di castagno mi segnalò la vicinanza della terraferma e la tentazione di sbarcare fu grande, ma l’orizzonte stava disteso davanti a me come una beffa o una sfida. Sedetti sul fondo bagnato della barca e poggiai la testa tra i pugni.
Era arrivato il momento di scegliere tra la sicurezza della riva e le incertezze del viaggio. Mi guardai le mani segate dalle corde e le nuove vesciche, sentii la stanchezza crollarmi nelle braccia ma ripresi il mio percorso perché adesso sapevo che il senso della vita è solo nell’andare...
Un sonno improvviso smorzò quegli strani pensieri."
Tratto da Oltre l'orizzonte, il nuovo libro di Antonello De Sanctis
che uscirà l'8 maggio
Si è concluso il PRIMO PREMIO LETTERARIO GIORNALISTI X 1 GIORNO indetto su questo forum, con la collaborazione del settimanale DI TUTTO: entra nell'apposita sezione per leggere le opere, che resteranno visibili su questo sito, e per conoscere i nomi dei primi 5 classificati per sezione.
Gli organizzatori ed il Presidente ringraziano le 240 persone che hanno inviato 315 opere, ed hanno voluto passare l'estate insieme a noi contribuendo al successo del nostro concorso.
Vi aspettiamo sulla community di questo sito, per conoscerci e discuterne insieme.
Ospito ben volentieri Io
di più, di più, di più il primo libro
di Valentina De Sanctis!
NOn perdetelo e non perché è mia figlia :-D al sito, ho pensato
di chiamarlo "Work in progress", o "L'officina delle idee",
o qualcosa del genere, perché volevo trasmettere la sensazione di
un cantiere in perenne movimento.
Per uno che, come me, scrive testi di canzoni, è importante trovare
un buon titolo, uno slogan che riassuma in due parole quello che
vuole comunicare e io mi proponevo di dare, netta, l'idea del costante
divenire del mio libro.
Mi è stato suggerito, poi, di affidare a questo "internet café"
il mio nome e mi sono convinto.
"Antonello è, in fondo, un suono familiare" mi sono detto. "Ricorda
uno con il quale cammino, discuto, mi riappacifico da un mucchio
di tempo."
Niente di statico, insomma.
Anche le letture trasmettono il senso del viaggio, la percezione
di prospettive in mutamento... ma i libri, per loro natura, hanno
un respiro breve perché, appena finiti, sbiadiscono poco a poco.
Entrano, è vero, a far parte di noi, poi tornano fatalmente ad essere
pagine che vanno ad allinearsi su un ripiano e lì rimangono ad ingiallire,
spesso.
Quando li acquisti entri in un trip bestiale, però.
Guardi la copertina, annusi il profumo della carta, li sfogli diviso
tra la voglia e la resistenza che si provano all'inizio di un tragitto
sconosciuto... poi ti lasci prendere per mano, li segui con fiducia
e, quando arrivi a un passaggio interessante, li chiudi per un attimo
lasciando l'indice tra i fogli per non perdere il segno, tiri su
un sospiro, spegni gli occhi e ti metti a volare...
Poi i libri finiscono lasciandoti dentro un piacevole scombussolamento
e il fascino di un incontro avvenuto con qualcos'altro da te: ti
regalano emozioni accese dalla compiutezza di un mistero svelato,
ma rimangono il fuoco fragile di un cerino che ti resta nell'iride
anche quando si è spento, per poi perdersi nel ricordo.
Non ho voluto che Non ho mai scritto
per Celentano si chiudesse a pagina 271 e ho creato questo
sito per dargli un respiro più ampio.
Da adesso, ne sono convinto, non sarò più solo, perché le mie emozioni
si arricchiranno di amici che provengono da musiche, età, speranze,
rabbie, luoghi diversi e che sapranno dare continuità al mio lavoro.
E' da questi incontri che, ne sono certo, nascerà la ricostruzione
del viaggio e il libro non finirà mai se - con dita veloci o leggere
- continueremo a scriverlo affidando al virtuale il vero di noi.
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