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Dove trovate il libro
 

Sarà in libreria dal 27 febbraio, ma non solo: è, infatti, disponibile scrivendo all'editore e su IBS.
Se qualche rivenditore non lo dovesse ancora avere, basta dargli i seguenti dati:
Antonello De Sanctis,
Non Ho Mai Scritto per Celentano
edizioni No Reply e ISBN 88-89155-18-3
e nel giro di pochi giorni il libro ci sarà!

Bene, ma se non conoscete Antonello, come fate a sapere se il volume vi piace?
La No Reply ha inserito, a seguire, alcuni piccoli estratti da Non Ho Mai Scritto per Celentano seguendo con scrupolo l'indice del libro.

Potrete, così, farvi un'idea delle restanti 300 pagine che, attraverso il sito, continueranno ad arricchirsi di contenuti, contributi di idee, interazioni con l'autore...

Buona lettura!

Dalla prefazione di Andrea Catarci:
La parola riempie il vuoto della bottiglia

"Antonello è proprio così come appare dalle pagine del libro: è sincero, per cui talvolta dice cose che non fanno del tutto piacere, è di origini montanare, di quei posti come il Reatino, in cui c'è un po' più di solidarietà che a fondo valle..."

Introduzione

Odio le bottiglie vuote, gli sguardi che scivolano via, i silenzi ostili e i pomodori, odio le facce sleali, le braccia conserte, i biglietti di sola andata, il tempo perso, le foto ritoccate, le spalle chine, le conclusioni e le sterzate d'umore.
Odio la gola degli anni, l'accantonare, l'ovest di qualsiasi est, i surgelati, gli spacciatori di chiacchiere, gli appuntamenti fragili e i cavalli sellati, odio l'arroganza, gli steccati e le arterie chiuse.
E odio una schiena che s'allontana anche perché, di chiunque sia la colpa, lasciarsi vuol dire aver fallito in due...

Amo lo strofinarsi del mare, le autoreggenti, la difesa appuntita delle more e il capovolgersi dei fiumi, amo l'odore di legna bruciata e la polenta sparsa su una tavola senza che nessuno dica: "Tu arrivi fin qui!"
Amo la musica popolare, le ragazze struccate, lo stare tra amici, i gay, i bambini che fanno quello che gli pare e i genitori che imparano a fare quello che gli pare dai figli.
E amo le patate fritte, l'abbreviare, le autonomie, le differenze di razza, i regali che diventano doni quando passano da una mano piena a una mano vuota...

Quando gli anni erano giovani

L'aria di Rieti la puoi tagliare a fette per quanto è densa e in Via Tullio Crispolti, a un passo da una grande lapide, orgogliosa testimonianza che è lì il centro d'Italia, è ancora più carica perché sa di mura vecchie, di vicoli e di un umido che respiravo a pieni polmoni quando stringevo i pugni sui primi anni della mia vita...

Se ne andarono i '40

Continuavo a crescere in quei tempi magmatici e imparai ad attraversarli con scarpe nuove o bucate, con i pantaloni corti perché costavano di meno, con il Velino che mi scorreva dentro, con il ricordo delle campane che sfidavano la guerra, con le mie paure del buio, con Chiara che mi invitava alla vita e quello scalpiccio di cavalli che si era portato via Mario.
Li attraversai con la mano stretta a quella del nonno, con il pensiero di uno zio troppo a lungo aspettato dietro una porta che non suonava mai, con un padre che faceva l'insegnante e non imparava il mestiere di padre, con una madre che mi incantava, con le cose da fare e non fatte, con quelle da non fare e fatte, con la voglia di prendere tutto il possibile chiedendo il resto alla musica.
Mi aspettavano amori e disamori...

I miei '50

- La piccola bicicletta che sapeva di libertà
Avevo conosciuto il fascino della ribellione e da allora imboccai sempre più spesso quella strada. Il mio percorso si allungò fino al lontano della diga - da una parte acqua sorda e dall'altra strapiombo - e ai campi lì intorno che esploravo ferendomi le gambe per scavalcare il filo spinato. Ero rapito da un frullare improvviso d'ali, dal giallo sulle dita delle noci rubate...

- Domenico, il mio amico studente
Osservò con attenzione la foto e me la restituì fissandomi negli occhi.
"Magara!" rispose con la sua voce bassa.
"Magara ha detto" rideva poi Domenico.
"Magara, 'mbé?" la difesi io.
"Hai fatto il furbo" mi rinfacciò poi. "Se ci tieni proprio tanto, mi faccio da parte!"
"Magara" pensai...

- Enrico, il mio amico operaio
"Vascooo" urlò Enrico sull'assolo del sax e le vene del collo gli scoppiavano.
Scosse il juke box come un flipper disubbidiente e la puntina saltò qualche solco, ci guardammo in faccia rapiti da quella musica e da allora l'adottammo come bandiera delle nostre ribellioni, o delle nostre fantasie...

- Little Richard: la rabbia del Rock & Roll
Nel mio immaginario Little Richard è rimasto un simbolo di quegli anni dubbiosi e il suo gridare al mondo mi ha insegnato che quando dalla vita pretendi qualcosa, non puoi chiederla sottovoce...

- Elvis Presley: la provocazione
Per potersi esibire davanti alle telecamere dell'Ed Sullivan Show, una delle trasmissioni più seguite dell'epoca, fu costretto ad accettare le richieste dei responsabili dello spettacolo e a farsi riprendere dalla cinta in su durante la sua performance...

- Let's have a party
Eravamo soliti organizzare, a turno, delle festicciole nelle nostre case, party domenicali - quelli tramezzini e aranciata - dove accostavamo al muro il tavolo del salone e guadagnavamo spazio per ballare...

Furono gli anni (n.d.r. i '50) che Fausto Coppi, Papa Giovanni XXIII, Pasolini e Desio - conquistando il K2 - c'insegnarono che ci sono diversi modi di volare.
La 500 iniziò ad accarezzare le strade e la legge Merlin le riempì di signorine disponibili chiudendo le case di tolleranza. Un'alluvione terrificante massacrò il Polesine e se ne andarono Cesare Pavese, Umberto Saba, Curzio Malaparte, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Arturo Toscanini lasciandoci tutti un po' più poveri.
Vennero al mondo sexy Barbie e Disneyland, lasciarono il mondo Humphrey Bogart e Billie Holiday. Il mondo sognò per i matrimoni dello Scià di Persia con Soraya, di Grace Kelly con il Principe Ranieri, di Marilyn con Arthur Miller e il mondo tremò per l'acuirsi della guerra fredda tra ovest ed est e per la corsa al riarmo dei due blocchi. L'Unione Sovietica mandò a morire nello spazio la cagnetta Laika in nome del progresso e Fidel Castro abbracciò la rivoluzione cubana in nome della libertà.
Per la prima volta nella storia d'America, una donna di colore si rifiutò di cedere a un bianco il posto a sedere su un autobus...

Rotolando nei '60

Parcheggiai i miei quasi diciotto a bordo dei '60 e andai ad abitare con i miei a Colle di Mezzo, una collinetta a un tiro di sputo dall'Eur sfiorata da una marrana che produceva zanzare grosse come elicotteri.
Avevamo finalmente una casa nostra!...

- My fair Lady
Sradicato da Roma, rimbalzai per circa sei mesi, tra prove e rappresentazioni, al Teatro Nuovo di Milano e imparai a conoscere quella caliginosa e avvolgente città, dove di notte è difficile vedere le stelle...

- La mia vita sgangherata
Così, calpestando gli stessi marciapiedi sui quali erano passati Brigitte Bardot, Marlon Brando, Sophia Loren, Audrey Hepburn, Liz Taylor, Marcello Mastroianni, Gary Cooper, m'imbattevo in qualche prostituta ritardataria la quale, sbadigliandomi in faccia, pesava le mie scarse risorse finanziarie e non riteneva di rispondere al mio sorridente "buongiorno".

Si allontanavano gli anni '60 che avevano visto la costruzione del muro di Berlino, la crisi di Cuba, il Che sputare in faccia a Felix Ramos prima di diventare storia, l'assassinio di Kennedy, la guerra in Vietnam, lo storico discorso di Martin Luther King il cui fulcro era nell'I have a dream che ho incorniciato e appeso a un muro del mio studio.
Si sarebbero cambiati in memoria i "Figli dei fiori", i 500.000 di Woodstock e si sarebbero affidati alla nostalgia il cha cha cha, il twist, l'hully gully e lo shake che avevano reso leggeri i nostri piedi, mentre lasciavamo gli occhi sulle gambe delle ragazze che erano state finalmente scoperte dalle minigonne...

I '70, quando entrai nello show business

- Mia Martini
La realizzazione dell'album Oltre la collina - curata dalla ditta Baglioni-Coggio - stava volgendo al termine e Padre davvero doveva solo essere masterizzato.
"Ti va di sentire come è venuto?" chiese Mimì.
Raggiungemmo lo "Studio B", il fonico mandò il nastro e la commozione mi prese per mano...

- I Cugini di Campagna
"La vita, amico, è l'arte dell'incontro" ebbero a dire il grande Vinicius de Moraes e Sergio Endrigo e in casa Zambrini conobbi Ivano Michetti, un cespuglio di capelli con sotto un ragazzone che sprizzava simpatia e positività. Era il leader dei Cugini di Campagna...

- Quello che non mi hanno fatto scrivere
"Su questo motivo dovresti metterci un testo tipo Padre davvero chiedevano.
"Qui ci vedo bene una storia come Anima mia suggerivano.
"Dovrebbe darmi un etto di quel prosciutto di montagna che mi ha servito sabato scorso" decodificavo e, siccome non sapevo fare il salumiere, decisi di assecondare la mia natura.
Continuai a puntare la mia macchina da presa sul mondo...

- Come si massacra un artista
Paolo (n.d.r Frescura) era figlio d'arte. I suoi genitori - Mario Frera e Rosita Pisano - venivano dal grande teatro di Eduardo e lo zio, Gigi Pisano, era stato il padre di successi immensi come Agata, Ciccio Formaggio, 'Na sera 'e maggio.
Iniziammo a collaborare nella sua stanzetta, invasa dai poster dei Beatles, che aveva da un lato il traffico feroce della Via Nomentana e dall'altro l'asetticità di un cortile muto nel quale si spandeva il suono della sua acustica...

- Al Cenacolo, tra i finti Apostoli
Il Cenacolo mi piaceva perché c'era un flipper - vecchio compagno di sfide negli anni dell'acne giovanile - con il quale ingaggiavo lotte titaniche per ingannare le attese, quando riuscivo a toglierlo dalle mani di Antonello Venditti...

- Sulla strada di Luigi Tenco
Tenco era cresciuto, fin dallo sfiorire dei '50, insieme allo storico gruppo di artisti che facevano parte della "Scuola genovese". Aveva condiviso con Gino Paoli, Fabrizio De André, Bruno Lauzi e tanti altri la passione per i poeti francesi, per il Rock & Roll e il jazz, sapeva suonare con altrettanta maestria il clarinetto e il sax. Il suo splendido timbro vocale ricordava in modo impressionante quello di Nat King Cole...

- Luis Enriquez Bacalov
Aveva composto molte canzoni di successo negli anni '60 coltivando in parallelo la carriera di autore di musiche da film. Avrebbe poi collaborato con Federico Fellini e sarebbe stato insignito nel '95 del premio Oscar per la colonna sonora del film "Il postino", di Massimo Troisi...

- Disarmati in mezzo al branco
Al termine di una seconda riunione Melis ci invitò a registrare altre due canzoni, precedentemente scartate, che avevano una natura più omogenea con i nostri album pregressi. Bacalov era già preso da altri impegni e gli arrangiamenti furono curati da Ciro Dammicco, quello di Soleado, mentre Claudio Simonetti, quello di Profondo rosso, suonò le tastiere...

- I Collage
I ragazzi continuavano a superare i turni con una facilità che aveva dell'incredibile, ma quando arrivarono allo scontro frontale con Santino Rocchetti, una voce nera che sapeva ammaliarmi, andai in tensione e dissi a Marrocchi: "Marcè, questo se li mangia!"
"Tranquillo" rispose e non so se lui lo fosse...

- Devi scrive nu testu pe' Celendano
Lavori con ardistucci come 'sti Collage che condano pocu" si esaltava. "Se voi fà veramende successu, devi scrive nu testu pe' Celendano...

- In carcere, a Santa Maria Capua Vetere
Con certi compagni abbiamo segato le sbarre della finestra nel corridoio al primo piano, basta una spinta e vanno giù" mi confidò un pomeriggio "l'ommo curto". "Una di queste sere dovevamo fuggire, ma c'aggio pensato e voglio tirarmi fuori."
"Ogni volta te ne inventi una!" mi allertai...

- "Tarzane" con Maurizio Costanzo
In quel periodo Costanzo presentava in Rai "Bontà loro", il primo talk show della televisione italiana, dove invitava dei personaggi famosi e ne rivelava i lati più nascosti con domande penetranti, mediate dal suo faccione rassicurante e dagli occhi arguti...

- Alberigo Crocetta
Alberigo Crocetta era un ex avvocato prestato alla discografia, ma soprattutto allo spettacolo e alla comunicazione, che nel '65 aveva fondato, con Giancarlo Bornigia, lo storico Piper di Via Tagliamento a Roma. Un seminterrato dove sarebbe cresciuta un'intera generazione. Gran parte dei giovani che frequentavano questo locale avrebbe riscosso un immenso successo nello show business e parlo di gente come Patty Pravo, Mia Martini, Loredana Bertè, Caterina Caselli, Renato Zero, Mal…

- Joe Alaria
"Secondo te, come potrebbe chiamarsi questo personaggio?" gli chiesi.
"Alaria, dà un'idea di respiro, di spazi vitali" disse di getto.
"Bello" replicai. "Aperto, sonoro…"
"Dobbiamo trovargli il nome" continuò Alberigo.
"Joe" sorrisi. "Banale come lo schiocco di una frusta!"...

Gli anni '70 davano gli ultimi colpi di coda.
Avevano visto lo scioglimento dei Beatles, l'avvento della disco music, l'esplosione della "Febbre del Sabato Sera", il rapimento di Fabrizio De Andrè e di Dori Grezzi, la storica tournée di Lucio Dalla e Francesco De Gregori.
Quegli anni - nati dai movimenti del '68 - furono violenti e difficili. Bucarono i pensieri di molti testimoniando gli attentati dinamitardi di Reggio Calabria, il tentato golpe di Valerio Borghese, le morti del commissario Calabresi, del giudice Coco, di Occorsio, di Fulvio Croce, la strage in Piazza della Loggia a Brescia, l'esplosione della bomba nell'Italicus...

Gli '80, quando gettai via la penna

- Con i miei ragazzi del Gaetano Giardino
Assistetti rapito a una messa officiata in mezzo al piazzale dell'Istituto da un down che imitava i gesti dei preti in modo ieratico e sublime. Sorrisi quando uno di loro, portandosi le dita sulla bocca, esclamò davanti al Colosseo: "Uh, è tutto rotto!"
Amai profondamente quei compagni di viaggio, pur rendendomi conto che il mio affetto non avrebbe potuto ricucire i tagli procurati dall'assenza di una famiglia vera. Affrontai litigate feroci con i loro genitori che avrebbero dovuto tenerseli a casa quei ragazzi straordinari e invece li avevano depositati lì come pacchi a perdere.
Ma come si fa ad insegnare a una madre il bene per un figlio?...

- La mia Roma
Ma un'opera d'arte, per bella che sia, non riesce a intrigarmi abbastanza se non la lego al fiato della gente e così spostai l'asse del mio rovistare.
Mi addentrai nelle strade strette della Garbatella - la "Città Giardino", il cui nome deriverebbe dall'appellativo dato maliziosamente tanti anni fa ad un'ostessa "garbata e bella" - che mescolavano il profumo del verde al sudore degli operai.
E riscoprii il Monte Testaccio...

- Vittoria
Nei primi anni '80, iniziai a condividere il mio tempo con Vittoria, una delle anime del Governo Vecchio, lo storico edificio occupato dalle ragazze più "toste" del movimento femminista.
Amava poco ciò che avevo scritto - a suo avviso un mare di boiate - mi accusava di essere un qualunquista di sinistra...

- Il mio difficile rapporto con le regole
La torretta s'inerpicava verso il cielo e svettava superba sul grande edificio centrale.
Raggiungerne la sommità non era un'impresa facile perché bisognava fare uso di una lunga scala, poi arrampicarsi su certe tubature… un'operazione piuttosto rischiosa, anche se non impossibile.
Lo confermavano le numerose scalate di Michelino il quale saliva lassù per inscenare la sua protesta contro la noncuranza che gli assediava le giornate...

- Lucky, l'ubriacone saggio
"Pure 'mbriacone sei?" gli sorrisi.
"È la mia cura" disse scolandoselo d'un sorso. "Me l'ha prescritta il dottor Vaffanculo! Ti bastano i soldi per offrirmene un altro?"
Al terzo bicchiere lo presi per un braccio e lo accompagnai fuori.
"La Messa è finita, fratello" lo esortai. "Va' in pace!"
"Sembri uno giusto tu" mi posò una mano sulla spalla. "Abbastanza stronzo per essermi simpatico!"...

Gli '80 videro l'esplosione di un DC9 nei cieli di Ustica, la strage alla stazione di Bologna, l'uccisione del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e della moglie Emanuela, la guerra tra Iran e Iraq, lo sfarzoso matrimonio di Re Carlo e Lady Diana, il tentato assassinio di Papa Wojtyla, la vittoria dell'Italia ai campionati mondiali di calcio in Spagna, l'occupazione delle Falkland, la morte di Grace Kelly in un incidente stradale, la caduta del muro di Berlino, il megaconcerto Live Aid organizzato a Londra da Bob Geldolf, l'esplosione della centrale nucleare di Cernobyl, l'invasione da parte della Siria del settore musulmano di Beirut, il trattato firmato da Reagan e Gorbaciov per l'eliminazione dei missili a media gettata in Europa, i quasi diecimila curdi sterminati dalle armi chimiche irachene, l'ingaggio da parte del Napoli di quel grande poeta del pallone che fu Maradona.

Gli anni '90 avevano gli occhi verdi

- La mia famiglia
Sulla mia famiglia ho scritto un oceano di parole in momenti di inebriante debolezza, consapevole che il tutto sarebbe servito più ad esprimere le mie tenerezze che ad appendere sul muro dello studio qualche nuovo disco di platino.
Per creare un successo bisogna saper equilibrare sentimenti e ragione, ma in quelle circostanze la bilancia pendeva spudoratamente verso la parte più rossa del cuore...

- Nek, l'esecrabile In Te e tutto il resto - parte 1
Il giorno che - in quel di Sassuolo - nacque Nek, il Padreterno doveva essere in una buona predisposizione d'animo. Non si limitò a dotarlo di un aspetto fisico invidiabile, ma gli regalò un carattere luminoso che trasmette, al solo guardarlo, una tonnellata di energia positiva.
Mamma Vittoria volle chiamarlo Filippo - "amico dei cavalli" - nome nobile che dà un senso di spazi liberi. Neviani fu un regalo di papà Cesare e la sua sonorità eufonica fa pensare a distese di neve dove l'unico rumore è il silenzio.
L'Onnipotente continuò a proteggere quel ragazzo e, quando Fili incrociò i suoi venti anni, gli rese il dono più grande, perché lo fece incontrare con me!

Anche gli anni '90 fecero le valige consegnandoci al nuovo secolo.
Avevano testimoniato la crescita della criminalità organizzata, l'uccisione di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino, l'esplosione di un'autobomba presso la Galleria degli Uffizi, il processo di "Mani Pulite", la nascita di "Forza Italia", l'attacco alleato all'Iraq, l'ingresso dell'Italia nell'Unione Monetaria Europea, il progressivo sfaldamento dell'Unione Sovietica, il collasso finanziario dell'Albania, le laceranti guerre etniche in Jugoslavia, i tre terribili tsunami che prostrarono la Nuova Guinea.
In quegli anni Kurt Cobain, Freddie Mercury, Augusto Daolio, Frank Zappa, Jerry Garcia, Jeff Buckley, Frank Sinatra, Lucio Battisti, Fabrizio De André affidarono le loro vite alla memoria e il loro talento all'eternità.
La musica, intanto, continuava a disperdersi in mille rivoli con la progressiva espansione del rock alternativo, dei cantautori astratti, del Grunge, della Techno, del Brit Pop, del Funky Metal, mentre in Italia furoreggiavano Eros Ramazzotti, Lucio Dalla, gli 883, Jovanotti, Ligabue, Andrea Bocelli, Laura Pausini.

Dentro il terzo millennio

- Nek, l'esecrabile In te e tutto il resto - parte 2
Dopo una breve "pausa di riflessione", intitolata Le cose da difendere, Filippo ha ripreso a lavorare con me nel suo best del 2003 e abbiamo di nuovo sbancato le classifiche, come ai vecchi tempi.
Il singolo dell'album, Almeno stavolta...

- Per Davide, un amico che non c'è più
Un sole fiacco, quello che restava, ci rischiarò le facce attente a saltare le pietre lisce. Il profumo delle ginestre era assordante, il fiumiciattolo un mormorio che ci frastornava. Sabrina perse l'equilibrio, entrò con mezza gamba nell'acqua ghiacciata e, tra una pioggia di schizzi, prese ad urlare sfarfallando le braccia...

- E adesso?
Nell'avviarmi verso la fine della mia chiacchierata, mi accorgo che non posso non ringraziare Franca, la ballerina di un tempo che ha ispirato le mie canzoni di maggiore successo, o Vittoria, che tanto mi ha dato e tanto mi ha tolto, o, ovviamente, Manuela e tutte le persone che hanno riempito di racconti lo zaino che mi porto dietro tra i percorsi e le traiettorie del viaggio...

Ghost Tracks

Mi basta un cerchio di amici intorno a un falò, dove le storie e le voci s'intrecciano, si avvitano nell'aria e ti ricadono addosso, calde e inoffensive come scintille spente, lasciandoti dentro, però, piccoli flash di luce. Poi il fuoco si estingue e, nell'odore del mare, qualcuno combatte un brivido di sonno, qualcuno si trova negli occhi di un altro, qualcuno, come me, ha ancora voglia di raccontarsi e cerca di prolungare il sortilegio degli attimi...

Quelli che verranno

- Francesco Arpino
Lo avessi incrociato per le strade di Roma, avrei potuto scambiarlo per un londinese - considerati l'aspetto e la vocazione brit - e se vivesse in Inghilterra, sono certo si trasferirebbe a Liverpool, piazzerebbe una sdraio davanti alla targa di Abbey Road e lì si metterebbe a sognare...


- Daniele Ronda
E' entrato nel team di Alfredo Cerruti, produttore di assolute capacità, e lì ha avuto modo di conoscere Nek affidandogli i due singoli Almeno stavolta e L'anno zero dei quali abbiamo già parlato.
Anche Una parte di me, di Mr. Neviani, vede una collaborazione importante di Daniele, che ha contribuito a scrivere Lascia che io sia, Notte bastarda, Una parte di me e Va bene così.
Nell'estate del 2004 ha inciso Come pensi che io, il suo primo singolo, con la Bmg Ricordi...

Le domande che mi pongono più spesso

- "Come si scrive il testo di una canzone?"
Non ho frequentato scuole per impararlo, so solo che quando appoggio la biro su un foglio, provo sempre a mettere gli altoparlanti al cuore e a lasciare di lato l'imbarazzo. Non inizio a scrivere se una melodia non mi trasmette un mescolamento che può essere di tristezza, gioia, speranza, o di stizza...

- "Dove va la musica?"
Le voci di Frank Sinatra o Ella Fitzgerald, supportate dalle composizioni irripetibili di George Gershwin, Irving Berlin o Cole Porter, hanno fatto la storia della musica mondiale e non perché correvano altri tempi, ma perché ognuno di loro si era specializzato nel suo ruolo studiando, approfondendo, rubando tempo alla vita per migliorarsi...

- "Cosa ti aspetti da domani?"
Abbiamo scavalcato il duemila, vedo crescermi intorno il passato con sempre meno futuro davanti e sto preparandomi a passare il testimone, consapevole del fatto che non sono riuscito a dare un contributo importante per consegnare ai miei figli un mondo migliore.
Li affiderò a un'esistenza rabbiosa e a questi tempi difficili dove è quasi impossibile dare spazio a grandi speranze.
Nella vita, però, continuo a crederci con tutta l'ostinazione che posso...

Prove d'autore

.. alcuni testi - alcuni sono i manoscritti originali dei quali ho rinvenuto traccia cartacea - che hanno segnate a fianco le correzioni, le variazioni e le alternative che ne hanno costituito il percorso.
C'è la primissima versione di Padre davvero, buttata giù in quella macchina parcheggiata davanti alla Fontana del Tritone."...

Ho attraversato la vita guardandola in faccia

Trascrivo così tredici testi che amo perdutamente.
Il primo parla di un'anima che, nella sua vita precedente, era appartenuta ad un salmone: le unghie di un'orsa gli avevano squartato il muso anticipando la cecità del corpo nel quale si sarebbe in seguito reincarnata...