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Sarà in libreria dal 27 febbraio, ma non solo: è, infatti, disponibile
scrivendo all'editore
e su IBS.
Se qualche rivenditore non lo dovesse ancora avere, basta dargli
i seguenti dati:
Antonello De Sanctis,
Non Ho Mai Scritto per Celentano
edizioni No Reply e ISBN 88-89155-18-3
e nel giro di pochi giorni il libro ci sarà!
Bene, ma se non conoscete Antonello, come fate a sapere se il volume
vi piace?
La No Reply ha inserito, a seguire, alcuni piccoli estratti da Non
Ho Mai Scritto per Celentano seguendo con scrupolo l'indice
del libro.
Potrete, così, farvi un'idea delle restanti 300 pagine che, attraverso
il sito, continueranno ad arricchirsi di contenuti, contributi di
idee, interazioni con l'autore...
Buona lettura!
Dalla prefazione di Andrea Catarci:
La parola riempie il vuoto della bottiglia
"Antonello è proprio così come appare dalle pagine del libro:
è sincero, per cui talvolta dice cose che non fanno del tutto piacere,
è di origini montanare, di quei posti come il Reatino, in cui c'è
un po' più di solidarietà che a fondo valle..."
Introduzione
Odio le bottiglie vuote, gli sguardi che scivolano
via, i silenzi ostili e i pomodori, odio le facce sleali, le braccia
conserte, i biglietti di sola andata, il tempo perso, le foto ritoccate,
le spalle chine, le conclusioni e le sterzate d'umore.
Odio la gola degli anni, l'accantonare, l'ovest di qualsiasi est,
i surgelati, gli spacciatori di chiacchiere, gli appuntamenti fragili
e i cavalli sellati, odio l'arroganza, gli steccati e le arterie
chiuse.
E odio una schiena che s'allontana anche perché, di chiunque sia
la colpa, lasciarsi vuol dire aver fallito in due...
Amo lo strofinarsi del mare, le autoreggenti, la difesa appuntita
delle more e il capovolgersi dei fiumi, amo l'odore di legna bruciata
e la polenta sparsa su una tavola senza che nessuno dica: "Tu arrivi
fin qui!"
Amo la musica popolare, le ragazze struccate, lo stare tra amici,
i gay, i bambini che fanno quello che gli pare e i genitori che
imparano a fare quello che gli pare dai figli.
E amo le patate fritte, l'abbreviare, le autonomie, le differenze
di razza, i regali che diventano doni quando passano da una mano
piena a una mano vuota...
Quando gli anni erano giovani
L'aria di Rieti la puoi tagliare a fette per quanto è densa e
in Via Tullio Crispolti, a un passo da una grande lapide, orgogliosa
testimonianza che è lì il centro d'Italia, è ancora più carica perché
sa di mura vecchie, di vicoli e di un umido che respiravo a pieni
polmoni quando stringevo i pugni sui primi anni della mia vita...
Se ne andarono i '40
Continuavo a crescere in quei tempi magmatici e imparai ad
attraversarli con scarpe nuove o bucate, con i pantaloni corti perché
costavano di meno, con il Velino che mi scorreva dentro, con il
ricordo delle campane che sfidavano la guerra, con le mie paure
del buio, con Chiara che mi invitava alla vita e quello scalpiccio
di cavalli che si era portato via Mario.
Li attraversai con la mano stretta a quella del nonno, con il pensiero
di uno zio troppo a lungo aspettato dietro una porta che non suonava
mai, con un padre che faceva l'insegnante e non imparava il mestiere
di padre, con una madre che mi incantava, con le cose da fare e
non fatte, con quelle da non fare e fatte, con la voglia di prendere
tutto il possibile chiedendo il resto alla musica.
Mi aspettavano amori e disamori...
I miei '50
- La piccola bicicletta che sapeva di libertà
Avevo conosciuto il fascino della ribellione e da allora imboccai
sempre più spesso quella strada. Il mio percorso si allungò fino
al lontano della diga - da una parte acqua sorda e dall'altra strapiombo
- e ai campi lì intorno che esploravo ferendomi le gambe per scavalcare
il filo spinato. Ero rapito da un frullare improvviso d'ali, dal
giallo sulle dita delle noci rubate...
- Domenico, il mio amico studente
Osservò con attenzione la foto e me la restituì fissandomi negli
occhi.
"Magara!" rispose con la sua voce bassa.
"Magara ha detto" rideva poi Domenico.
"Magara, 'mbé?" la difesi io.
"Hai fatto il furbo" mi rinfacciò poi. "Se ci tieni proprio tanto,
mi faccio da parte!"
"Magara" pensai...
- Enrico, il mio amico operaio
"Vascooo" urlò Enrico sull'assolo del sax e le vene del collo gli
scoppiavano.
Scosse il juke box come un flipper disubbidiente e la puntina saltò
qualche solco, ci guardammo in faccia rapiti da quella musica e
da allora l'adottammo come bandiera delle nostre ribellioni, o delle
nostre fantasie...
- Little Richard: la rabbia
del Rock & Roll
Nel mio immaginario Little Richard è rimasto un simbolo di quegli
anni dubbiosi e il suo gridare al mondo mi ha insegnato che quando
dalla vita pretendi qualcosa, non puoi chiederla sottovoce...
- Elvis Presley: la provocazione
Per potersi esibire davanti alle telecamere dell'Ed Sullivan Show,
una delle trasmissioni più seguite dell'epoca, fu costretto ad accettare
le richieste dei responsabili dello spettacolo e a farsi riprendere
dalla cinta in su durante la sua performance...
- Let's have a party
Eravamo soliti organizzare, a turno, delle festicciole nelle nostre
case, party domenicali - quelli tramezzini e aranciata - dove accostavamo
al muro il tavolo del salone e guadagnavamo spazio per ballare...
Furono gli anni (n.d.r. i '50) che Fausto Coppi, Papa Giovanni
XXIII, Pasolini e Desio - conquistando il K2 - c'insegnarono che
ci sono diversi modi di volare.
La 500 iniziò ad accarezzare le strade e la legge Merlin le riempì
di signorine disponibili chiudendo le case di tolleranza. Un'alluvione
terrificante massacrò il Polesine e se ne andarono Cesare Pavese,
Umberto Saba, Curzio Malaparte, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Arturo
Toscanini lasciandoci tutti un po' più poveri.
Vennero al mondo sexy Barbie e Disneyland, lasciarono il mondo Humphrey
Bogart e Billie Holiday. Il mondo sognò per i matrimoni dello Scià
di Persia con Soraya, di Grace Kelly con il Principe Ranieri, di
Marilyn con Arthur Miller e il mondo tremò per l'acuirsi della guerra
fredda tra ovest ed est e per la corsa al riarmo dei due blocchi.
L'Unione Sovietica mandò a morire nello spazio la cagnetta Laika
in nome del progresso e Fidel Castro abbracciò la rivoluzione cubana
in nome della libertà.
Per la prima volta nella storia d'America, una donna di colore si
rifiutò di cedere a un bianco il posto a sedere su un autobus...
Rotolando nei '60
Parcheggiai i miei quasi diciotto a bordo dei '60 e andai ad abitare
con i miei a Colle di Mezzo, una collinetta a un tiro di sputo dall'Eur
sfiorata da una marrana che produceva zanzare grosse come elicotteri.
Avevamo finalmente una casa nostra!...
- My fair Lady
Sradicato da Roma, rimbalzai per circa sei mesi, tra prove e rappresentazioni,
al Teatro Nuovo di Milano e imparai a conoscere quella caliginosa
e avvolgente città, dove di notte è difficile vedere le stelle...
- La mia vita sgangherata
Così, calpestando gli stessi marciapiedi sui quali erano passati
Brigitte Bardot, Marlon Brando, Sophia Loren, Audrey Hepburn, Liz
Taylor, Marcello Mastroianni, Gary Cooper, m'imbattevo in qualche
prostituta ritardataria la quale, sbadigliandomi in faccia, pesava
le mie scarse risorse finanziarie e non riteneva di rispondere al
mio sorridente "buongiorno".
Si allontanavano gli anni '60 che avevano visto la costruzione
del muro di Berlino, la crisi di Cuba, il Che sputare in faccia
a Felix Ramos prima di diventare storia, l'assassinio di Kennedy,
la guerra in Vietnam, lo storico discorso di Martin Luther King
il cui fulcro era nell'I have a dream che ho incorniciato e appeso
a un muro del mio studio.
Si sarebbero cambiati in memoria i "Figli dei fiori", i 500.000
di Woodstock e si sarebbero affidati alla nostalgia il cha cha cha,
il twist, l'hully gully e lo shake che avevano reso leggeri i nostri
piedi, mentre lasciavamo gli occhi sulle gambe delle ragazze che
erano state finalmente scoperte dalle minigonne...
I '70, quando entrai nello show business
- Mia Martini
La realizzazione dell'album Oltre la collina - curata dalla
ditta Baglioni-Coggio - stava volgendo al termine e Padre davvero
doveva solo essere masterizzato.
"Ti va di sentire come è venuto?" chiese Mimì.
Raggiungemmo lo "Studio B", il fonico mandò il nastro e la commozione
mi prese per mano...
- I Cugini di Campagna
"La vita, amico, è l'arte dell'incontro" ebbero a dire il
grande Vinicius de Moraes e Sergio Endrigo e in casa Zambrini conobbi
Ivano Michetti, un cespuglio di capelli con sotto un ragazzone che
sprizzava simpatia e positività. Era il leader dei Cugini di Campagna...
- Quello che non mi hanno fatto scrivere
"Su questo motivo dovresti metterci un testo tipo Padre davvero
chiedevano.
"Qui ci vedo bene una storia come Anima mia suggerivano.
"Dovrebbe darmi un etto di quel prosciutto di montagna che mi
ha servito sabato scorso" decodificavo e, siccome non sapevo
fare il salumiere, decisi di assecondare la mia natura.
Continuai a puntare la mia macchina da presa sul mondo...
- Come si massacra un artista
Paolo (n.d.r Frescura) era figlio d'arte. I suoi genitori
- Mario Frera e Rosita Pisano - venivano dal grande teatro di Eduardo
e lo zio, Gigi Pisano, era stato il padre di successi immensi come
Agata, Ciccio Formaggio, 'Na sera 'e maggio.
Iniziammo a collaborare nella sua stanzetta, invasa dai poster dei
Beatles, che aveva da un lato il traffico feroce della Via Nomentana
e dall'altro l'asetticità di un cortile muto nel quale si spandeva
il suono della sua acustica...
- Al Cenacolo, tra i finti Apostoli
Il Cenacolo mi piaceva perché c'era un flipper - vecchio compagno
di sfide negli anni dell'acne giovanile - con il quale ingaggiavo
lotte titaniche per ingannare le attese, quando riuscivo a toglierlo
dalle mani di Antonello Venditti...
- Sulla strada di Luigi Tenco
Tenco era cresciuto, fin dallo sfiorire dei '50, insieme allo storico
gruppo di artisti che facevano parte della "Scuola genovese". Aveva
condiviso con Gino Paoli, Fabrizio De André, Bruno Lauzi e tanti
altri la passione per i poeti francesi, per il Rock & Roll e il
jazz, sapeva suonare con altrettanta maestria il clarinetto e il
sax. Il suo splendido timbro vocale ricordava in modo impressionante
quello di Nat King Cole...
- Luis Enriquez Bacalov
Aveva composto molte canzoni di successo negli anni '60 coltivando
in parallelo la carriera di autore di musiche da film. Avrebbe poi
collaborato con Federico Fellini e sarebbe stato insignito nel '95
del premio Oscar per la colonna sonora del film "Il postino", di
Massimo Troisi...
- Disarmati in mezzo al branco
Al termine di una seconda riunione Melis ci invitò a registrare
altre due canzoni, precedentemente scartate, che avevano una natura
più omogenea con i nostri album pregressi. Bacalov era già preso
da altri impegni e gli arrangiamenti furono curati da Ciro Dammicco,
quello di Soleado, mentre Claudio Simonetti, quello di Profondo
rosso, suonò le tastiere...
- I Collage
I ragazzi continuavano a superare i turni con una facilità che aveva
dell'incredibile, ma quando arrivarono allo scontro frontale con
Santino Rocchetti, una voce nera che sapeva ammaliarmi, andai in
tensione e dissi a Marrocchi: "Marcè, questo se li mangia!"
"Tranquillo" rispose e non so se lui lo fosse...
- Devi scrive nu testu pe' Celendano
Lavori con ardistucci come 'sti Collage che condano pocu" si esaltava.
"Se voi fà veramende successu, devi scrive nu testu pe' Celendano...
- In carcere, a Santa Maria Capua Vetere
Con certi compagni abbiamo segato le sbarre della finestra nel corridoio
al primo piano, basta una spinta e vanno giù" mi confidò un pomeriggio
"l'ommo curto". "Una di queste sere dovevamo fuggire, ma c'aggio
pensato e voglio tirarmi fuori."
"Ogni volta te ne inventi una!" mi allertai...
- "Tarzane" con Maurizio Costanzo
In quel periodo Costanzo presentava in Rai "Bontà loro", il primo
talk show della televisione italiana, dove invitava dei personaggi
famosi e ne rivelava i lati più nascosti con domande penetranti,
mediate dal suo faccione rassicurante e dagli occhi arguti...
- Alberigo Crocetta
Alberigo Crocetta era un ex avvocato prestato alla discografia,
ma soprattutto allo spettacolo e alla comunicazione, che nel '65
aveva fondato, con Giancarlo Bornigia, lo storico Piper di Via Tagliamento
a Roma. Un seminterrato dove sarebbe cresciuta un'intera generazione.
Gran parte dei giovani che frequentavano questo locale avrebbe riscosso
un immenso successo nello show business e parlo di gente come Patty
Pravo, Mia Martini, Loredana Bertè, Caterina Caselli, Renato Zero,
Mal…
- Joe Alaria
"Secondo te, come potrebbe chiamarsi questo personaggio?" gli chiesi.
"Alaria, dà un'idea di respiro, di spazi vitali" disse di getto.
"Bello" replicai. "Aperto, sonoro…"
"Dobbiamo trovargli il nome" continuò Alberigo.
"Joe" sorrisi. "Banale come lo schiocco di una frusta!"...
Gli anni '70 davano gli ultimi colpi di coda.
Avevano visto lo scioglimento dei Beatles, l'avvento della disco
music, l'esplosione della "Febbre del Sabato Sera", il rapimento
di Fabrizio De Andrè e di Dori Grezzi, la storica tournée di Lucio
Dalla e Francesco De Gregori.
Quegli anni - nati dai movimenti del '68 - furono violenti e difficili.
Bucarono i pensieri di molti testimoniando gli attentati dinamitardi
di Reggio Calabria, il tentato golpe di Valerio Borghese, le morti
del commissario Calabresi, del giudice Coco, di Occorsio, di Fulvio
Croce, la strage in Piazza della Loggia a Brescia, l'esplosione
della bomba nell'Italicus...
Gli '80, quando gettai via la penna
- Con i miei ragazzi del Gaetano Giardino
Assistetti rapito a una messa officiata in mezzo al piazzale dell'Istituto
da un down che imitava i gesti dei preti in modo ieratico e sublime.
Sorrisi quando uno di loro, portandosi le dita sulla bocca, esclamò
davanti al Colosseo: "Uh, è tutto rotto!"
Amai profondamente quei compagni di viaggio, pur rendendomi conto
che il mio affetto non avrebbe potuto ricucire i tagli procurati
dall'assenza di una famiglia vera. Affrontai litigate feroci con
i loro genitori che avrebbero dovuto tenerseli a casa quei ragazzi
straordinari e invece li avevano depositati lì come pacchi a perdere.
Ma come si fa ad insegnare a una madre il bene per un figlio?...
- La mia Roma
Ma un'opera d'arte, per bella che sia, non riesce a intrigarmi abbastanza
se non la lego al fiato della gente e così spostai l'asse del mio
rovistare.
Mi addentrai nelle strade strette della Garbatella - la "Città Giardino",
il cui nome deriverebbe dall'appellativo dato maliziosamente tanti
anni fa ad un'ostessa "garbata e bella" - che mescolavano il profumo
del verde al sudore degli operai.
E riscoprii il Monte Testaccio...
- Vittoria
Nei primi anni '80, iniziai a condividere il mio tempo con Vittoria,
una delle anime del Governo Vecchio, lo storico edificio occupato
dalle ragazze più "toste" del movimento femminista.
Amava poco ciò che avevo scritto - a suo avviso un mare di boiate
- mi accusava di essere un qualunquista di sinistra...
- Il mio difficile rapporto con le regole
La torretta s'inerpicava verso il cielo e svettava superba sul grande
edificio centrale.
Raggiungerne la sommità non era un'impresa facile perché bisognava
fare uso di una lunga scala, poi arrampicarsi su certe tubature…
un'operazione piuttosto rischiosa, anche se non impossibile.
Lo confermavano le numerose scalate di Michelino il quale saliva
lassù per inscenare la sua protesta contro la noncuranza che gli
assediava le giornate...
- Lucky, l'ubriacone saggio
"Pure 'mbriacone sei?" gli sorrisi.
"È la mia cura" disse scolandoselo d'un sorso. "Me l'ha prescritta
il dottor Vaffanculo! Ti bastano i soldi per offrirmene un altro?"
Al terzo bicchiere lo presi per un braccio e lo accompagnai fuori.
"La Messa è finita, fratello" lo esortai. "Va' in pace!"
"Sembri uno giusto tu" mi posò una mano sulla spalla. "Abbastanza
stronzo per essermi simpatico!"...
Gli '80 videro l'esplosione di un DC9 nei cieli di Ustica, la
strage alla stazione di Bologna, l'uccisione del Generale Carlo
Alberto Dalla Chiesa e della moglie Emanuela, la guerra tra Iran
e Iraq, lo sfarzoso matrimonio di Re Carlo e Lady Diana, il tentato
assassinio di Papa Wojtyla, la vittoria dell'Italia ai campionati
mondiali di calcio in Spagna, l'occupazione delle Falkland, la morte
di Grace Kelly in un incidente stradale, la caduta del muro di Berlino,
il megaconcerto Live Aid organizzato a Londra da Bob Geldolf, l'esplosione
della centrale nucleare di Cernobyl, l'invasione da parte della
Siria del settore musulmano di Beirut, il trattato firmato da Reagan
e Gorbaciov per l'eliminazione dei missili a media gettata in Europa,
i quasi diecimila curdi sterminati dalle armi chimiche irachene,
l'ingaggio da parte del Napoli di quel grande poeta del pallone
che fu Maradona.
Gli anni '90 avevano gli occhi verdi
- La mia famiglia
Sulla mia famiglia ho scritto un oceano di parole in momenti di
inebriante debolezza, consapevole che il tutto sarebbe servito più
ad esprimere le mie tenerezze che ad appendere sul muro dello studio
qualche nuovo disco di platino.
Per creare un successo bisogna saper equilibrare sentimenti e ragione,
ma in quelle circostanze la bilancia pendeva spudoratamente verso
la parte più rossa del cuore...
- Nek, l'esecrabile In Te e tutto il resto - parte 1
Il giorno che - in quel di Sassuolo - nacque Nek, il Padreterno
doveva essere in una buona predisposizione d'animo. Non si limitò
a dotarlo di un aspetto fisico invidiabile, ma gli regalò un carattere
luminoso che trasmette, al solo guardarlo, una tonnellata di energia
positiva.
Mamma Vittoria volle chiamarlo Filippo - "amico dei cavalli" - nome
nobile che dà un senso di spazi liberi. Neviani fu un regalo di
papà Cesare e la sua sonorità eufonica fa pensare a distese di neve
dove l'unico rumore è il silenzio.
L'Onnipotente continuò a proteggere quel ragazzo e, quando Fili
incrociò i suoi venti anni, gli rese il dono più grande, perché
lo fece incontrare con me!
Anche gli anni '90 fecero le valige consegnandoci al nuovo secolo.
Avevano testimoniato la crescita della criminalità organizzata,
l'uccisione di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino, l'esplosione
di un'autobomba presso la Galleria degli Uffizi, il processo di
"Mani Pulite", la nascita di "Forza Italia", l'attacco alleato all'Iraq,
l'ingresso dell'Italia nell'Unione Monetaria Europea, il progressivo
sfaldamento dell'Unione Sovietica, il collasso finanziario dell'Albania,
le laceranti guerre etniche in Jugoslavia, i tre terribili tsunami
che prostrarono la Nuova Guinea.
In quegli anni Kurt Cobain, Freddie Mercury, Augusto Daolio, Frank
Zappa, Jerry Garcia, Jeff Buckley, Frank Sinatra, Lucio Battisti,
Fabrizio De André affidarono le loro vite alla memoria e il loro
talento all'eternità.
La musica, intanto, continuava a disperdersi in mille rivoli con
la progressiva espansione del rock alternativo, dei cantautori astratti,
del Grunge, della Techno, del Brit Pop, del Funky Metal, mentre
in Italia furoreggiavano Eros Ramazzotti, Lucio Dalla, gli 883,
Jovanotti, Ligabue, Andrea Bocelli, Laura Pausini.
Dentro il terzo millennio
- Nek, l'esecrabile In te e tutto il resto - parte 2
Dopo una breve "pausa di riflessione", intitolata Le cose da difendere,
Filippo ha ripreso a lavorare con me nel suo best del 2003 e abbiamo
di nuovo sbancato le classifiche, come ai vecchi tempi.
Il singolo dell'album, Almeno stavolta...
- Per Davide, un amico che non c'è più
Un sole fiacco, quello che restava, ci rischiarò le facce attente
a saltare le pietre lisce. Il profumo delle ginestre era assordante,
il fiumiciattolo un mormorio che ci frastornava. Sabrina perse l'equilibrio,
entrò con mezza gamba nell'acqua ghiacciata e, tra una pioggia di
schizzi, prese ad urlare sfarfallando le braccia...
- E adesso?
Nell'avviarmi verso la fine della mia chiacchierata, mi accorgo
che non posso non ringraziare Franca, la ballerina di un tempo che
ha ispirato le mie canzoni di maggiore successo, o Vittoria, che
tanto mi ha dato e tanto mi ha tolto, o, ovviamente, Manuela e tutte
le persone che hanno riempito di racconti lo zaino che mi porto
dietro tra i percorsi e le traiettorie del viaggio...
Ghost Tracks
Mi basta un cerchio di amici intorno a un falò, dove le storie
e le voci s'intrecciano, si avvitano nell'aria e ti ricadono addosso,
calde e inoffensive come scintille spente, lasciandoti dentro, però,
piccoli flash di luce. Poi il fuoco si estingue e, nell'odore del
mare, qualcuno combatte un brivido di sonno, qualcuno si trova negli
occhi di un altro, qualcuno, come me, ha ancora voglia di raccontarsi
e cerca di prolungare il sortilegio degli attimi...
Quelli che verranno
- Francesco Arpino
Lo avessi incrociato per le strade di Roma, avrei potuto scambiarlo
per un londinese - considerati l'aspetto e la vocazione brit - e
se vivesse in Inghilterra, sono certo si trasferirebbe a Liverpool,
piazzerebbe una sdraio davanti alla targa di Abbey Road e lì si
metterebbe a sognare...
- Daniele Ronda
E' entrato nel team di Alfredo Cerruti, produttore di assolute capacità,
e lì ha avuto modo di conoscere Nek affidandogli i due singoli Almeno
stavolta e L'anno zero dei quali abbiamo già parlato.
Anche Una parte di me, di Mr. Neviani, vede una collaborazione importante
di Daniele, che ha contribuito a scrivere Lascia che io sia, Notte
bastarda, Una parte di me e Va bene così.
Nell'estate del 2004 ha inciso Come pensi che io, il suo primo singolo,
con la Bmg Ricordi...
Le domande che mi pongono più spesso
- "Come si scrive il testo di una canzone?"
Non ho frequentato scuole per impararlo, so solo che quando appoggio
la biro su un foglio, provo sempre a mettere gli altoparlanti al
cuore e a lasciare di lato l'imbarazzo. Non inizio a scrivere se
una melodia non mi trasmette un mescolamento che può essere di tristezza,
gioia, speranza, o di stizza...
- "Dove va la musica?"
Le voci di Frank Sinatra o Ella
Fitzgerald, supportate dalle composizioni irripetibili di George
Gershwin, Irving Berlin o Cole Porter, hanno fatto la storia della
musica mondiale e non perché correvano altri tempi, ma perché ognuno
di loro si era specializzato nel suo ruolo studiando, approfondendo,
rubando tempo alla vita per migliorarsi...
- "Cosa ti aspetti da domani?"
Abbiamo scavalcato il duemila, vedo crescermi intorno il passato
con sempre meno futuro davanti e sto preparandomi a passare il testimone,
consapevole del fatto che non sono riuscito a dare un contributo
importante per consegnare ai miei figli un mondo migliore.
Li affiderò a un'esistenza rabbiosa e a questi tempi difficili dove
è quasi impossibile dare spazio a grandi speranze.
Nella vita, però, continuo a crederci con tutta l'ostinazione che
posso...
Prove d'autore
.. alcuni testi - alcuni sono i manoscritti originali
dei quali ho rinvenuto traccia cartacea - che hanno segnate a fianco
le correzioni, le variazioni e le alternative che ne hanno costituito
il percorso.
C'è la primissima versione di Padre davvero, buttata giù
in quella macchina parcheggiata davanti alla Fontana del Tritone."...
Ho attraversato la vita guardandola in faccia
Trascrivo così tredici testi che amo perdutamente.
Il primo parla di un'anima che, nella sua vita precedente, era appartenuta
ad un salmone: le unghie di un'orsa gli avevano squartato il muso
anticipando la cecità del corpo nel quale si sarebbe in seguito
reincarnata...
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