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Scritto con Alberto
Cheli nel 2005
Altro brano la cui scrittura musicale è destinata a una
voce tenorile. Ho immaginato, nello scrivere, un posto perso nell'altro
da noi. Terre ai margini cui ho voluto restituire il viaggio della
speranza. Non sono indicate soluzioni reali, c'è solo un
recupero della capacità di fantasticare. Quella appartiene
a tutti ed è un grande dono: può non risolvere... ma è
il diritto al quale, insieme al fare, nessuno deve mai dire di no.
Vedrai
Vedrai l'alba tra le tende
vedrai la notte che si arrende
incontrerai uomini in divisa
e donne con le borse e poca spesa
ti seguirà l'ombra dell'addio
per un dolore grande non c'è oblio
Vedrai la fila delle case
vicine come un'abitudine
vedrai balconi senza rose
solo panni appesi che non stanno giù
nel quartiere buio e senza chiese
dove tutto è prosa, dove vivi tu
Ma poi perso tra le strade
vedrai un viso che sorride
ti chiederà da dove nasce il sole
tu glielo indicherai e vedrai
Vedrai il cielo che si apre
un raggio uscire dalle nuvole
avrai così carezze ladre
quando il corpo cede
e si fa poesia
e scende giù dal vicolo una voce
mentre il cuore tace
Oh na na na na na na na
canti insieme a lei e ridi insieme a lei
in questa fragile irrealtà
nessuno vi vedrà
D'un tratto i visi si colorano
i vostri corpi arditi volano
e voi tenendovi le mani
senza più confini ancora e ancora su
è un privilegio strano ma chi ama
dorme sulla luna e non torna più
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