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Inedito scritto nel 2002
"Lascia i codici al cuore": la storia di un banale tradimento
confessato per amore e, comunque, indifendibile. Una sorta di "In
ginocchio da te" del 2000. "Ma mi assolve che t'amo",
forse una frase ruffiana, anche se io non l'ho intesa così, perché
in un rapporto uno sbaglio ci sta... e il perdono ci sta.
Il giudice
Credimi, non tirarmi parole se puoi
guardami, ho le unghie infilate su noi
strascichi di una notte balorda e non mia
credimi, una volta non è andare via
Ferisce sentirlo da un altro, fossi stato più scaltro
ti avrei imbrogliato chissà, qualche scusa o una falsa realtà
assolvendomi
Parlami, perdonami
ora il giudice sei
che verdetto vuoi dare
ma parlami e fidati
strano detto da me
ma mi assolve che t'amo
le mani mi tremano e so
che non ti perderò
anche se molte scuse non ho
Tutto il poi è un assegno firmato da me
sei tu a stabilire la cifra che il mio debito copra
e a mezza volta con lei son curioso che prezzo darai
Parlami, perdonami
ora il giudice sei
ma il verdetto fa male
parlami, condannami
prendo il rischio che c'è
e se vuoi una vendetta
rifammi quel che ho fatto a te
Non pensare che se anche andassi via
io rinuncerei a un attimo di noi
al mio insistere tu che senso gli dai
Credimi, convinciti
e se il giudice sei
lascia i codici al cuore
che a volte è più saggio di noi
vince lui prima o poi
Inedita, scritta nell'autunno del 2002.
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