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Scritta con Alberto
Cheli e Francesco Arpino nel 2004
Una canzone che proporrò, prima o poi, a Pavarotti.
Racconta il sogno di un uomo in piedi davanti all'immensità
del mare con il quale vorrebbe cambiarsi se mai dovesse avere una
vita futura. Nel pensare, poi, che quel mare non avrebbe alcun senso
se non glielo dessero i suoi occhi, taglia le ali al sogno rendendosi
conto che il vero miracolo è la sua condizione umana.
Se fossi il mare
Se potessi prima o poi
avere un'altra vita
essere vorrei il mare
Mare sempre uguale a sé
poesia senza poeta
per chi non lo sa guardare
Io mi avvolgerei rimescolando l'onde
m'illuminerei nell'alba che si accende
sotto un sole che sparecchia via le stelle
la notte avrei le carezze della luna su di me
strisce d'argento ma non te
se fossi il mare
E mi viene un dubbio sai
sentendoti parlare
non ti avrei se fossi il mare
Ed amarti non saprei
chi non sa cosa sia il dolore
non sa neanche amare
Io con le parole che già sai ti chiamo
io che quando tardi o non ci sei già tremo
io con tutti i limiti che ho ti amo
io resto qui e ringrazio Dio per essere così
se fossi il mare non ti avrei
Se fossi il mare potrei
attraversare gli anni non con te
se fossi il mare potrei
esistere per sempre, ma mi basta un giorno
che ti sento intorno per domare il tempo
per mandarlo lento per averti
Bella come il mare che ci sta vicino
bella come quando poi mi dai la mano
bella perché quando tu ci sei ci sono
Io sto con te, ti regalo la mia vita finché c'è
con tutto quello che verrà
Questa breve eternità
c'insegna a camminare
ora siamo noi il mare
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