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Dall'album Cheli e le Facce
Incrociai questo grande
Maestro dell'onirico sulla Cristoforo Colombo, in una notte
indecisa. Eravamo in fila ad aspettare il verde di un semaforo e
osservai per quindici secondi, di profilo, la sua faccia paciosa
e gli occhi persi lontano nel suo diverso camminare. Tirai giù il
finestrino e gli urlai per cazzeggiare: "Maestro, me fa fà
un film?" Non mi rispose, ma era giusto così. Ho amato
e amo perdutamente il suo raccontarsi attraverso il cinema ed è
stato seducente, per me, rendergli questo tributo che sa di sole,
brume e ricordi.
Se volete avere un'idea della melodia, qua
potete sentire qualcosa.
Felliniana
Rimini è lontana
come le corse in bicicletta fino al fiume
come il cappello di mia madre con le piume
come le carte alla pensione quando piove
Rimini è lontana
come gli sguardi da allupati alle signore
che fino al sabato si fanno palpeggiare
e la domenica si rivestono da suore
Rimini è lontana
con le sue file di ombrelloni a spicchi uguali
con i ragazzi che si scambiano segnali
quando scende sulla spiaggia la tettona
Rimini è lontana
col cacciavite bucavamo le cabine
col fiato grosso inginocchiati per spiare
quarti di cosce ancora chiare
Rimini è lontana
quando eravamo belli biondi e segaioli
con i capelli che ballavano sugli occhi
sopra una fotografia
Ma Rimini è lontana
con quell'odore di cornetti già sfornati
i suoi pattini come granchi rovesciati
con le sue piogge sopra il mare
quando non riesci più nemmeno a respirare
Rimini è lontana
come il mio cane che ora abbaia alle meduse
e le signore hanno le vene varicose
ma già… Rimini è lontana
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