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Testi sparsi
 

Con l'intenzione di trasmetterveli, ho recuperato un po' di testi che ho amato e amo ancora molto.
Alcuni sono editati, altri si sono persi in una perenne lista d'attesa, immobile come un giorno noioso.
Il denominatore che li accomuna è il successo non sempre roboante o l'essere rimasti invisibili ai più.
E' questo che mi dà fastidio, perché scrivere non è mai un atto fine a se stesso: vuol dire, invece, consegnarsi alla gente e prevede l'accoglienza o il rifiuto, ma, in ogni caso, un importante ritorno di emozioni.
Un artista, ammesso che io lo sia, si aspetta molto dal suo graffiarsi, perché rimane un bambino egocentrico in cerca di consensi, conferme e condivisioni.
Se le cose non vanno come dovrebbero nel nostro mestiere, cerchiamo di reagire affidandoci sempre a qualche progetto futuro, dal momento che piangersi addosso è un momento perso, perché il dopo ci sta già di fronte.
Mi sono messo dietro le spalle un mucchio di "dopo" che mi hanno spesso lasciato frantumi di vetro nelle mani e ho imparato che il tempo è sempre un oggi che affida alla memoria il solido della casa.
Ho aperto, una sera, il cassetto che racchiudeva i miei vecchi scritti con il timore che il tempo avesse sottratto loro le vibrazioni che li avevano creati e stessero lì, come medicinali scaduti, in attesa di essere gettati via.
Nel toglierli dal loro contenitore, però, è accaduta una cosa straordinaria.
Dal fondo del legno, ai cui lati si stendeva una piccola riga di polvere, mi è sembrato nascessero le storie di un vecchio ciliegio che delle mani avevano reciso, ma che altre mani avevano ricondotto a nuova forma.
Ho prestato il cuore al suo parlare silenzioso e ho rivisto quell'albero antico quando si arrossava di frutti l'estate, accoglieva sui rami i passeri dal volo interrotto e regalava alle dita distese i frutti maturati dal sole.
Da quella "riconversione del legno" ho imparato la forza della memoria quando si proietta nel presente.
Ho riletto i miei fogli provando ad ascoltare il suono di parole a me conosciute cui temevo il tempo avesse tolto il fragore e, con sorpresa, ho percepito, nel loro sciogliersi dalle mie labbra, un senso di continuità che rendeva ancora attuali due differenti energie: la resistenza dello scoglio e l'andare del volo.
Mi è venuta, così, la voglia di spargerli ancora tra voi, perché so che chiunque amerà o odierà le cose che trascrivo, darà loro una nuova anima. Quel "chiunque" mi insegnerà a comprendere meglio la voce dell'albero scordato, che pure vive e sul quale si posa adesso la mia tastiera.
I testi riprenderanno così a camminare e, nel sentirli dal vostro fiato, avrò la certezza della continuità... o di un attimo d'eternità, forse.

Andare partire tornare - Centro del tempo - Chico - Con la terra sotto di me -
Cuori in tempesta - E ancora mi domando - Fammi toccare - Felliniana - Follia -
Gente comune
- Il bunker - Io sono qui -
Il giudice - La vergine e il mare - Marco -
Randagio - Se fossi il mare -
Una canzone per ricordare
- Vedrai -
Verso il 2000