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SENSI
Spesso ci si chiede a cosa serva la poesia.
Tranne che in alcuni casi specifici e, vedendola con gli occhi miopi
di un profanatore di tombe, a nulla.
Forse non hanno tutti i torti, le parole non si mangiano, i crampi
della fame non ti permettono di comporre versi, diciamo che siamo
incapaci in talune condizioni anche di formulare un pensiero coerente,
ma questo capita a chi si finge poeta, a chi si finge artista, a
chi mette su la maschera, la macinasoldi.
L'arte in genere ti nasce dentro senza che nemmeno te ne accorgi,
non si cura della fame né dell'aspetto, è dotata di vita propria,
sorge spontanea, come il sole, se ne frega se qualcuno la giudica,
se ne frega se qualcuno ne è a conoscenza, sboccia libera e senza
costrizioni, né teme e né si chiede se mai servirà a qualcosa. Lei
vive. L'arte vive per l'arte.
La poesia è come acqua, la poesia è come sole, la poesia è come
aria, è parte integrante della nostra quotidianità.
Sensi
Accendili.
il vedere non è come il guardare.
toccare non è come sfiorare,
sentire non è come ascoltare
mangiare non è come assaporare
sentire un profumo non è come annusarlo.
Accendili.
non sarà lo stesso vedere.
non sarà lo stesso toccare.
non sarà lo stesso sentire.
non avrà lo stesso sapore.
non avrà lo stesso odore.
Accendili,
e falli bruciare lentamente.
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Piove, c'è freddo, mi sento...
l'aria è gravida di umidità, e, serpeggia in essa un malumore
prodigio che si incunea nel petto e lo torce.
Sbuffi d'aria solcano con rantoli incessanti la nube candida della
nebbia.
il nevischio turbina sulla faccia, si accumula sulle spalle
ti piega le ossa
Cammini.
Con passo spento attraverso la brughiera,
rade lampade giallognole illuminano l'asfalto bagnato,
la luce riflette negli occhi il suo freddo bagliore
e sul suo velo si legge la pioggia.
Pioggia
Gocce fredde piangono dagli occhi di nuvola e nascondono
la luna fra le palpebre chiuse
il buio incombe.
La mente risuona sorda come campana avvolta dagli stracci,
un rantolo di tuono rutta sommesso nel cielo acido di fumi, e dalla
terra malata
spunta fuori la vita.
Fiori pallidi. Steppe desolate. Alberi contorti.
alzo gli occhi al cielo di nafta.
La luna ci guarda.
Abbiamo perso.
Abbiamo perso l'abitudine a combattere, ad opporre la nostra volontà
alla vita, alla realtà.
Da un pò di ore è passata mezzanotte, il sonno tarda a venire, le
orecchie fischiano litanie sommesse.
Piove.
Il colore è svanito come il sole al tramonto,
il cuore buttato per strada a marcire tra mozziconi e buste,
qualche lampione si spegne lungo una strada di periferia battuta
dalla pioggia.
pioggia che cade insistente bagnando e increspando l'ombra lunga
stampata a freddo sull'asfalto, a capo basso, quasi schiacciato
dalla folle corsa dei pensieri, seduto a stento, quasi aggrappato
ad un ruvido muretto c'è un uomo che piange.
Che piange in silenzio.
Nessun rumore.
Solo la melodia della pioggia sui tetti, e il battito di un cuore
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