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"Quel piccoletto con la faccia di foca", comunemente conosciuto
come Perez Prado, è il musicista cui viene accreditata la scoperta
del Mambo.
Questa danza caraibica scatenata e sensuale, infatti, deve a lui
e al suo istrionico calcare le scene la sua diffusione a livello
planetario.
Damaso Perez Prado nacque a Matanzas nel 1916 e iniziò, giovanissimo,
a suonare come pianista nell'Orchestra Casino de la Playa.
Presto formò una sua band composta da musicisti cubani, si trasferì
in Messico dove si esibì nei più importanti locali notturni e il
suo successo fu talmente grande che venne ingaggiato per una importante
tournèe negli Stati Uniti.
Firmò un contratto discografico con la Rca Victor che, intuito il
potenziale della sua musica, gli mise a disposizione i migliori
studios per evidenziare al massimo il suo sound innovativo.
Punto di partenza di Prado fu il classico mambo cubano, ma ne accelerò
il ritmo e, ispirandosi alle big band americane, lasciò da parte
i violini per dare spazio ai fiati e corredò il tutto con il pulsare
delle percussioni caratteristiche della sua terra.
Inanellò, così, una sfilza impressionante di successi che inondarono
il mondo. Il primo successo di Perez Prado fu Rico Mambo, composto
nel 1951.
A questo brano seguì Cherry Pink and Apple Blossom
White, la famosa Ciliegi Rosa, che fu una numero uno nella
Billboard Chart restandoci per ventisei settimane. Arrivò poi Patricia
e una serie di mambo che lui fu costretto a numerare: i più famosi
restano il numero 5 e il numero 8.
In molti paesi questa danza fu proibita, la chiesa cattolica la
bollò come indecente e oscena a causa delle contorsioni erotiche
dei ballerini: si parlò di una tentazione giunta dall'inferno...
Anche il cinema si appropriò di questa moda dilagante che, in realtà,
ebbe successo soprattutto al di fuori di Cuba.
Il mambo, da quelle parti, non diventò un ballo veramente popolare:
le sue figure i passi non nascevano infatti da un evento spontaneo,
nato dalla gente, erano piuttosto frutto della creatività di vari
coreografi che sostituirono ai movimenti istintuali la necessità
fare spettacolo.
Numerosi furono i musicisti di grande talento che si alternarono
nell'orchestra di Prado, gli unici che rimasero inamovibili nella
formazione furono i percussionisti cubani e fu questa la sua mossa
vincente.
L'uomo che il mondo aveva definito "Il Re del Mambo" morì in Messico
nel 1989.
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