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Marilyn - la ragazza che custodiva gli intimi
in frigo e la notte si vestiva solo di Chanel numero 5 - nacque
Norma Jeane Baker Mortenson a Los Angeles l'1 giugno del 1926.
La madre era affetta da gravi disturbi psichici e i frequenti ricoveri
in ospedale costrinsero la piccola a un'infanzia difficile passata
tra orfanotrofi e affidamenti a gente sconosciuta.
La ricerca di una vera famiglia di riferimento la portò a sposarsi
a sedici anni con James Dougherty, un ragazzo poco più grande di
lei, ma il matrimonio fallì quasi immediatamente.
Notata da un fotografo mentre lavorava in un'industria che produceva
paracaduti, iniziò la carriera di modella e conquistò le copertine
di molte riviste; si schiarì i capelli e assunse il nome definitivo
con il quale sarebbe stata ricordata come il più grande sex symbol
del ventesimo secolo.
Firmò un contratto con la Fox, entrò nello star system di Hollywood
e iniziò a lavorare in numerosi film, finché, nel '53, interpretò
con Joseph
Cotten Niagara
la prima pellicola di buon successo che sparse nel mondo l'immagine
della sua sensualità debordante.
Nel 1955 sposò Joe Di Maggio, famoso giocatore di baseball, ma i
loro erano due mondi troppo distanti e l'unione naufragò dopo neanche
un anno.
Si iscrisse all'Actor's Studio dove conobbe il commediografo Arthur
Miller, che sposò nel 1956. Marilyn subiva il fascino di questo
scrittore di grande cultura e scelse ancora una volta un pianeta
molto distante dal suo ritenendo di essere finalmente approdata
nel suo porto sicuro.
Gia nel '60, però, si sparsero le voci di un suo flirt con Yves
Montand, suo compagno di set in Facciamo
l'amore.
L'instabilità emotiva - la terrorizzava l'idea di essere "pazza"
come la madre e la distruggeva il pensiero di non poter avere figli
- la portò a coltivare una serie innumerevole di flirt, i più chiacchierati
quelli con John e Bob Kennedy, e a rifugiarsi sempre più nell'alcol
e nei barbiturici.
Divorziò da Miller nel '62 e riprese a lavorare, ma le sue continue
ubriacature, i ritardi per i quali andava famosa, le crisi isteriche,
indussero la produzione a licenziarla mentre recitava sul set di
Something got to give.
La trovarono morta nel suo letto, nell'agosto
del 1962 e la causa del suo decesso venne ricondotta all'assunzione
di una eccessiva dose di barbiturici, anche se rimane in piedi ancora
oggi l'ipotesi che sia stata uccisa.
Il suo mito rimane comunque vivo: basta pensare che nel 1999 Christie's
ha battuto all'asta per un milione di dollari il vestito color carne
che la diva indossava quando cantò la canzone di buon compleanno
a John Fitzgerald Kennedy.
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