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Alain Delon nacque a Sceaux, a un passo da
Parigi, nel 1935.
Dimostrò fin dai primi anni di vita un carattere ribelle e poco
incline alla disciplina. Abbandonati anzitempo gli studi, a diciassette
anni si arruolò come paracadutista nel corpo di spedizione francese
in Indocina.
Nel 1958 prese forma il suo sogno più grande e debuttò come attore
nel film Godot,
che non lo consegnò alla storia della cinematografia, ma lo fece
immediatamente notare dagli addetti ai lavori.
Il successo arrivò quando Luchino
Visconti lo inserì nel cast di Rocco
e i suoi fratelli dove Alain fornì, sotto la guida di quello
straordinario regista, un'interpretazione sofferta e intensa.
Gli si spalancarono, così, le porte dello spettacolo... lavorò ne
L'Eclisse
con Michelangelo
Antonioni e ne
Il
Gattopardo, ancora con Visconti, dove interpretò la parte
del principe Tancredi facendo innamorare il pubblico femminile del
suo sguardo tenebroso e dei suoi modi seducenti.
Diventò, così, un sex symbol di quegli anni.
La sua carriera proseguì per oltre un ventennio a livelli altissimi
e lo portò ad essere protagonista di diecine di film mettendolo
di diritto nel novero degli attori più interessanti del ventesimo
secolo.
Coltivò, in parallelo, una vita - spesso burrascosa - che lo vide
a fianco di donne bellissime a partire dall'affascinante Romy
Schneider.
Nei primi anni ottanta, in preda a una crisi creativa ed esistenziale,
si ritirò praticamente dalle scene dichiarando di essere disposto
a calcarle ancora solo se gli fosse stata offerta la possibilità
di lavorare a fianco di Marlon
Brando, cosa mai accaduta, in verità.
Alain ha poco a che fare con la musica, anche se qualche volta l'ha
sfiorata, ma ho voluto ricordarlo anche per dimostrare alle "pischelle"
che in quegli anni non eravamo tutti racchi e, soprattutto, perché,
anche se per pochi giorni, come racconto nel libro, è stato un mio
amico.
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