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"Io, James Byron Dean, sono nato l'8 febbraio 1932 a Marion,
Indiana. I miei genitori, Winton Dean e Mildred Dean e io stesso
abbiamo vissuto nell'Indiana fino a che ho avuto cinque anni. A
causa del lavoro di papà, che era un odontoiatra, ci siamo trasferiti
in California e lì abbiamo vissuto per quattro anni. Quando avevo
nove anni mamma si ammalò e morì..."
Così inizia l'autobiografia del mito più grande - insieme a Marilyn
- che gli anni del Rock & Roll ci hanno consegnato.
La freddezza che impregna queste prime righe, dove Dean racconta
due distacchi fondamentali per un bambino - quelli dalla madre e
dalla casa d'origine - non rende giustizia alla sua sensibilità
e confligge con quello che l'artista era.
La sua fu una delle figure più angosciate, chiuse, sfuggenti, enigmatiche
che la cinematografia ha saputo regalarci.
Nel 1951 si trasferì a New York, e iniziò la sua carriera recitando
delle parti minori in spettacoli televisivi e teatrali.
Frequentò parallelamente l'Actor Studio finché Elia
Kazan lo scelse per fargli incarnare, nel '55, il ruolo del
protagonista, indocile e incompreso, ne La
Valle dell'Eden. Da lì partì la sua folgorante ascesa nello
star system che lo vide interpretare altri due film nello stesso
anno: Gioventù
Bruciata e Il
Gigante che gli fecero guadagnare altrettante candidature
all'Oscar.
Coltivò parallelamente la sua passione per le corse e, con la sua
prima macchina sportiva, partecipò alle gare di Palm Springs Road,
Santa Barbara, Bakersfield Race...
Il 30 settembre del 1955 era alla guida della sua Porche spider
e, insieme al suo meccanico, si dirigeva verso Salinas per partecipare
a una competizione.
Aveva appena ricevuto una multa per eccesso di velocità e stava
percorrendo un tratto isolato di autostrada appena fuori da Bakersfield.
"Quel tizio laggiù deve fermarsi, non può non vederci..."
furono le sue ultime parole prima di schiantarsi contro una berlina
Ford che, dalla corsia opposta stava curvando a sinistra sbarrandogli
la strada.
Aveva ventiquattro anni.
Il resto è storia del cinema e memoria.
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