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Nacque a New Orleans il 4 luglio del 1900, giorno di festa nazionale
negli Stati Uniti, per stare a quanto dichiarava.
Sembra, però, che i suoi certificati originali attestino abbia visto
la luce nell'agosto del 1901.
Non è ben chiaro perché Satchmo - così soprannominato per la sua
"bocca a sacco" residuo di una approssimativa ricucitura del labbro
superiore spaccatosi nel suonare la tromba - si invecchiasse di
un anno... forse per eludere le leggi di allora e risolvere i problemi
legati al fatto che aveva iniziato a lavorare troppo giovane.
Louis ebbe un'infanzia travagliata.
Figlio di genitori separati, crebbe con una madre che si prostituiva
e che lo affidò agli insegnamenti della strada.
Passò due anni in riformatorio poiché era stato sorpreso a sparare
in aria con un revolver per salutare l'arrivo di un nuovo anno.
Nel correzionale imparò a suonare la batteria, si esercitò poi con
la cornetta il cui suono argentato gli avrebbe aperto la strada
della storia del jazz.
Una volta dimesso, cominciò a lavorare nei "riverboats", i battelli
che navigano sul Mississippi e approfondì lo studio della musica.
Venne ingaggiato da King Oliver e iniziò a far parte della mitica
Creole
Jazz Band dove si segnalò per la creatività, per l'impressionante
volume sonoro e per l'inconfondibile timbro della sua tromba.
Attraversò nel tempo una serie di collaborazioni prestigiose - da
Fletcher
Henderson a Sidney
Bechet a Bessie
Smith - decidendo, poi, di intraprendere la carriera solista.
Lo accusavano, per il suo modo di porgersi in scena, di essere uno
zio Tom che strizzava l'occhio ai bianchi ignorando le lotte per
l'emancipazione sociale dei suoi fratelli neri.
Ma non era così, perché proprio la sua presenza carismatica e paciosa
contribuì ad abbattere le barriere razziali e favorì una maggiore
apertura verso la gente di colore.
Fu l'ambasciatore del jazz nel mondo, anche se i suoi ultimi anni
di vita lo videro in mano a speculatori senza scrupoli che gli costruirono
intorno una vera e propria impresa commerciale senza riuscire, però,
a mortificare il suo genio.
Armostrong abbandonò - il 6 luglio del 1971 - nella sua casa nel
Queens, a New York, la vita, lasciando segnata per sempre la sua
arte sui muri della musica.
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