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HO PERSO UN AMICO
Beh, 4 anni fa ho perso un amico (nonché collega di un giornale
per il quale scrivevamo entrambi) dopo una lunga malattia. Purtroppo
lo vidi per l'ultima volta i primi mesi del 2002 e a marzo 2003
improvvisamente è scomparso. Erano rimaste troppe cose da dirgli...
In questa occasione pubblicai questo pensiero poetico:
Pesano troppo quelle parole spezzate
appena pronunciate.
Sì... quelle frasi mai più raccontate.
Quelle parole ormai senza voce, stanche, e cucite sul silenzio della
sofferenza, aggrappate al lamento di una tristezza sciolta in pianto.
Un pianto muto che gocciola lentamente in quel grande oceano tra
l'oasi della mia vita e il deserto della tua scomparsa.
Perché molto è rimasto in sospeso. Tanto è rimasto da dirti. Per
questo, Enzo, mi manchi.
E ti penso, sai?
T'immagino nel verde di un germoglio,
ti penso nel fruscio di un vecchio nastro, ti ascolto nella musica
che amo.
E ti ascolto nella solitudine di una passeggiata, nel silenzio di
un viale alberato, ti osservo in un quadro...
Sei nel respiro che anima la mia penna...
Caro Enzo, ti dedico le pagine del mio giornale...
ti dedico una pagina della mia vita.
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