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FIGLI DI UN DIO MINORE
L'età è indefinibile,ma sicuramente sono tutti adulti,
alcuni, però, sono ancora accompagnati dalla mamma
che li tiene per mano come bambini.
Il loro abbigliamento e' infantile,
soprattutto quello delle donne:
gonne lunghe fin sotto il ginocchio e non portano collant,
ma calzini e scarpe da ginnastica.
I capelli sono quasi sempre in disordine,
come se qualche ora dal parrucchiere
fosse tempo sprecato,per loro.
Hanno caratteristiche somatiche del volto
che li rendono immediatamente riconoscibili,
eppure sono uno diverso dall'altro:
c'e' Manuela,la timida,che sta zitta e mangia composta,
fissando solo il suo piatto.
C'e' Walter,il simpaticone,
che provoca spessissimo l'ilarità di tutti,
ed allora la loro voce si espande in fragorose risate.
C'e' Laura,la più irrequieta del gruppo,
che fa scherzi a tutti gli amici,
nascondendo forchette e tovaglioli;
ed infine c'e' Ruggero,quello sensibile al fascino femminile,
che ci "prova" con le amiche vicine di tavolo,
perché hanno il diritto di innamorarsi anche loro,no?
Quel cromosoma in più che la natura gli ha dato,
paradossalmente,non e' un dono ma un handicap,
almeno così noi pensiamo.
La loro dedizione ai genitori e' assoluta,
restano sempre accanto a loro,come eterni bambini.
La loro vita e' inesorabilmente più breve della nostra,
ma sono capaci di un amore travolgente e lasciano,
comunque,un segno indelebile nelle persone che li hanno avuti vicino.
I loro occhi profondi reclamano affetto e rispetto
e siamo noi gli inabili
se non ce ne accorgiamo.
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