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La vigilia del Natale in Sicilia
Indelebile nel mio cuore è il ricordo dolcissimo della vigilia del Santo Natale in Sicilia: ero piccolina e assieme alla mia sorellina andavamo in casa della zia Rosina che ci accoglieva sempre con tenerezza.
La zia aveva un figlio, Paolo, che all'età di 9 mesi era diventato paralitico a causa della poliomielite. Gli altri suoi figli erano Rita, più piccola di me e Francesco.Io e miei tre cuginetti ci volevamo un sacco di bene!
La zia Rosina : una figura dolce e sottile, romantica e delicata.
Era ospitale e ci accoglieva sempre con affetto.
Preparava sempre un bel presepe, povero ...e bellissimo.
Come cielo aveva lo” sparacino”: una piantina ornamentale, sempre verde.
Poi c'era la grotta con il bue e l'asinello , la Madonnina e san Giuseppe di terracotta.
La grotta era coperta da un centrino che copriva il Bambinello, nascosto con cura .
Noi bimbi non potevamo vederlo...prima del rito della nascita.
Poi c'erano i pastorelli, la stella cometa, gli angeli.
Allora non c'era la plastica: tutti i pastorelli erano fatti rigorosamente a mano in terracotta.
Nell'intenzione degli artisti di quel tempo quei pastorelli rappresentavano “ u zzu Innaru”, lo zio Gennaio che tremava dal freddo, il pescatore che portava a Gesù Bambino in un cestino “ u mazzuni,a laparedda,” e altri pesciolini.
C'era la contadinella, il cacciatore che portava “ a quagghia”,mastru Rascia che portava una sediolina,il panettiere che regalava a Gesù la “ vastedda”, la pagnottella che ancora profumava , ancora calda.
E poi c'erano arance e mandarini, il muschio verde e fresco, profumi e colori bellissimi...
Dopo tante preghiere e canzoncine varie, finalmente si avvicinava il momento magico della Nascita di Gesù Bambino.
La zia Rosina si copriva la bocca con una carta velina e intonava la nenia della Nascita come in un'armonica, mentre noi bimbi cantavano la dolce canzoncina della Vigilia.
“Ed è nato il Bambinello,
nella casa del poverello,
e gli misero un nome bello:
Salvatore il piccolino!”
Mentre cantavamo , ecco il miracolo: il centrino veniva spostato dalle mani veloci della zia e Gesù appariva davanti ai nostri occhi incantati in tutto il suo splendore!
Che gioia, che incanto.
E poi ,finalmente arrivava il cenone: baccalà fritto, broccoli e frittelle. Infine il rosolio servito in minuscoli bicchierini non più grandi di un ditale ..
E poi tutti fuori ad ammirare il grande falò che mio zio Giovanni preparava all'incrocio di una grande via, in via Cavour, per la gioia di tutti .
Gesù Bambino si doveva riscaldare: nessuno si sentiva solo in quella notte.
Tutti correvano fuori a riscaldarsi vicino al fuoco: tutti eravamo felici .
I piccoli giocavano , correndo intorno al falò e i grandi si sorridevano .
Dolci ricordi di un tempo che fu.
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