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Natale di ricordi: Bogina
 

UN NATALE DIVERSO

Mattia quella mattina si sveglio' piu' presto del solito:Rufus,il suo cane,gli saltellava intorno con una straordinaria vitalita'. "buono,Rufus,buono" - lo apostrofo' accarezzandolo con vigore - "che c'hai?anche tu ti sei accorto che oggi e' il giorno di Natale?- Mattia si mise a sedere e guardo' il piattino che teneva per terra,costantemente vicino a se'.Era vuoto.
Ma chi l'ha detto che il giorno di Natale tutti sono piu' buoni?
Nonostante i viaggiatori in stazione fossero parecchi,quel giorno, nessuno aveva lasciato niente nel piattino,nemmeno uno spicciolo.
Mattia guardava la gente che transitava frettolosa accanto a lui:si capiva che quello era un giorno un po' speciale.
Ecco,stava arrivando il diretto delle 9,in ritardo come al solito;Mattia,ormai,lasciava che fossero quei treni a scandire le sue giornate. Il treno freno' rumorosamente,stridendo forte. Le porte scorrevoli si aprirono e molte persone scesero,invadendo immediatamente i marciapiedi. Alcuni si dirigevano frettolosamente verso l'uscita della stazione,trascinando i loro bagagli,altri si fermavano vicino al treno per salutare coloro che erano venuti ad accoglierli:baci,abbracci,strette di mano e sorrisi:contatti fisici che Mattia non aveva piu' da molto tempo. Alcune persone salivano sulle vetture,altre ancora si affacciavano ai finestrini e salutavano i parenti che stavano a terra.
Di nuovo si sentirono le porte scorrevoli che si chiudevano e dopo un fischio del capotreno, il treno riparti'.
Mattia guardo' di nuovo tristemente il suo piattino vuoto:
-"Rufus,stamattina mi sa che saltiamo la colazione" esclamo' mestamente.
Rufus era il suo unico amico, il suo solo confidente.
Non faceva domande,Rufus, non lo giudicava.Stava accanto a Mattia anche se lui non faceva una doccia da vari mesi o se il suo alito puzzava di alcool.Era sempre gioioso,Rufus,era affettuoso;senza di lui Mattia sarebbe stato ancora piu' solo. Mattia guardo' l'orologio posto in alto,vicino al tabellone dei treni in partenza e arrivo:erano le 9.30.
"Oggi,Rufus, a pranzo ci rifacciamo,eh!"
Eh sė,Mattia era certo che almeno quel giorno il pranzo era assicurato.
La Caritas offriva sempre un pasto caldo il giorno di Natale a quelli come lui,agli "homeless", come venivano definiti elegantemente dal Sindaco della citta', o ai "barboni",come venivano chiamati correntemente dalla gente. Mattia teneva d'occhio l'orologio perche' voleva arrivare alla sede della Caritas un po' in anticipo,con la speranza di potersi sedere accanto a Loredana.
Era cosė bella Loredana.Mattia non sapeva bene come le fosse capitato di diventare un' homeless:gli sembrava di ricordare che un amico,un giorno,gli aveva accennato ad una questione di violenza familiare,un marito che aveva la brutta abitudine di alzare le mani.Lei se ne era andata all'improvviso di casa,non aveva figli e nemmeno un lavoro e cosė in breve tempo si era ritrovata a chiedere l'elemosina come lui. Mattia aveva saputo che lei stazionava per lo piu' nel grande sottopasso che conduce sul Viale Gramsci:i carabinieri di quartiere la conoscevano e le consentivano di rimanere lė e ripararsi dal freddo,quando i rigori dell'inverno rendevano le notti interminabili.Bastava che Loredana non importunasse i passanti,c'era tra lei e le forze dell'ordine questo tacito accordo. Si capiva che Loredana,in gioventu', doveva essere stata una gran bella donna anche se quella vita difficile,purtroppo, le aveva poi scavato dei profondi solchi nell'anima ed altrettante rughe sul viso. Mattia entro' nel salone della Caritas alle 12.30:lo stanzone era addobbato a festa e persino riscaldato!
Saluto' alcune facce note (gente come lui che incontrava lė ogni anno),ma vide,pero', anche parecchie facce nuove:forse anche quello era un segno che la crisi economica,quell'anno, aveva davvero colpito il paese, penso' Mattia, ridacchiando tra se' e se'. Vide in lontananza Loredana che stava per accomodarsi al tavolo:Mattia si avvicino' a lei a grandi passi e le si sedette proprio accanto.
Mai come in quel momento avrebbe voluto aver fatto una bella doccia ed essersi dato un'aggiustatina a barba e capelli! Anche Loredana era vestita in maniera molto dimessa, ma conservava sempre un suo fascino speciale. Lui le sorrise e la saluto' con un cenno della testa;lei contraccambio' con un "ciao".
"Cosa c'e' di buono da mangiare,oggi?" le domando' Mattia,appuntandosi il tovagliolo di carta sul colletto del maglione.
"Nel cartellone all'ingresso ho letto lasagne e pollo con patate arrosto,credo ......ah,mi pare ci fosse scritto anche cotechino e lenticchie." - rispose lei.
"Fantastico" - commento' Mattia - "allora nell'anno nuovo arrivera' certamente del denaro,cambieremo vita!"
La battuta di Mattia fece effetto su Loredana,che scoppio' in una risata fragorosa.
Che bello il sorriso di Loredana:per un altro sorriso cosė Mattia avrebbe rinunciato anche al suo ultimo pacchetto di sigarette,anzi,avrebbe dato via persino la sua ultima bottiglia di vino. La guardo' negli occhi e lei,inaspettatamente, appoggio' la sua mano su quella di lui:nonostante fosse gelida a Mattia si scaldo' immediatamente il cuore.
Ecco, aveva gia' ricevuto il suo regalo di Natale:quello sarebbe stato per lui davvero un Natale diverso.