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Ricordo di una sera
“Era una notte buia e tempestosa…..” chissà perché chi ha inventato
questa frase ha potuto credere che un tale preliminare dovesse preludere
a qualcosa di sconcertante,spaventevole, che
rimanesse indelebile nel lato più nascosto della mente per balzare
fuori poi in tutte le notti buie e tempestose e rinnovare quella
sensazione agghiacciante di paura.
Certo è che chi ha inventato questa frase non ha forse contemplato
che detta frase di per sè conduce ad una dicotomia……si diceva che
la notte “era” buia e tempestosa…e, quindi, il tempo verbale realizzava
un qualcosa ,ormai trascorso, di cui non avremmo più dovuto temere
nulla !
E’ quello che è successo a me l’altra sera!...era buio pesto e alla
guida della mia “amica” berlina mi accingevo a prendere la strada
che mi collegava ad uno dei miei più grandi sogni, quello di conoscere
una fata…….. come come?
Si… proprio una fata, una di quelle che ti sorprende con le proprie
magie, che ti fa sgranare gli occhi, che ti conduce al pensiero
retto e libero, che ti aiuta a realizzare i tuoi desideri…!
Sull’orizzonte lontano Roma si distendeva come era solita fare per
ammiccare ancora una volta al mio animo esplorativo e curioso.
Rileggevo con sicurezza la mappa per trovare detto luogo ove si
trovasse e non di meno energicamente cercavo di controllare la mia
ansia nonostante i battiti del mio cuore andassero
alla velocità del motore ogni volta che ne variavo la velocità.
Ecco finalmente cominciano le prime luci della città ad avvicinarsi,
fino ad illuminare i miei pensieri, “chissà dove è questo luogo?......”
potrei anche fermarmi a domandare, a chiedere se per caso qualcuno
conosca questo posto…” dicevo tra me e me.
Le gocce di pioggia intanto rigavano il vetro trasformando il panorama
alla mia vista in u n quadro impressionista dove le figure e le
cose si fondevano nella stessa materia.
Nel mentre, notavo un riflesso incondizionato alle mie mani, ripetutamente
pervase da una strana elettricità…che improvvisavano un ritmo insistente
sulle parti diametrali del volante.
Improvvisamente ecco che il mio sguardo è preso da due lumicini
all’ingresso di un edificio museale…..sarà forse questo il luogo?
Accosto l’auto e scendo.
Proseguo a piedi cercando tra i miei pensieri di trovare una frase
giusta e lo sguardo impunito di chi vuol sembrare sicuro di se;
non che ne fossi certo e né che l’avessi programmato, ma piuttosto
per celare in fondo quella mia timidezza, quel mio pudore, quel
timore reverenziale che da sempre mi accompagna quando mi è dato
conoscere delle persone nuove.
Schiarisco voce e pensieri e mi addentro nel “maniero incantato”
in cerca della mia anima fatata.
Ecco che entrando mi ritrovo nel bel mezzo di uno strano rituale,
un gruppo di persone riunite in un semicerchio inneggiano ad una
certa semi-dea, un personaggio potrei dire mitologico, maliardo,
favoloso, capace di trasformare, con la propria magia, i pensieri
in realtà, la realtà in fiaba, e la fiaba in origine di vita.
E’ li che ho trovato e conosciuta la mia più bella fata, l’estrema
cordialità e l’immediatezza di una persona vera.e quel che ha di
più magico…..dimenticando per sempre le notti buie e
tempestose....come in una notte di Natale!
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