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Dal cartone “Kiss me Licia” alle prime sit-com italiane: breve
storia della bella televisione di un tempo
TUTTO COMINCIO’ QUEL GIORNO DI PIOGGIA…
Quando c’era la tv dei ragazzi, Italia1 trasmette “Kiss me Licia”,
un cartone animato in 42 episodi in cui si racconta la tormentata
love story tra Mirko, leader dei Bee Hive (gruppo rock più famoso
del Giappone) e Licia, una ragazza acqua e sapone. Come ricorda
la sigla di questo “anime”, un giorno di pioggia Licia incontra
Mirko, il bellimbusto dai capelli bi-colore, ed è amore a prima
vista. Purtroppo questo sentimento è ostacolato dal retrogrado Marrabbio,
padre della ragazza e proprietario di una tavola calda, il quale
non riesce ad accettare Mirko. Ma alla fine l’amore trionfa: i due
giovani riescono ad avere la benedizione di Marrabbio e si giurano
amore eterno. La serie ha un successo inaspettato con i suoi 3 milioni
di telespettatori alla prima puntata, nell’ottobre del 1985.
Di “Kiss me Licia” esiste un manga creato da Tada Kaoru e pubblicato
nel 1982 in 7 volumi; nel periodo della programmazione il merchandising
lancia sul mercato gomme da masticare, tatuaggi, gadget, album di
figurine, zainetti e quaderni dedicati ai personaggi della serie.
Un amore immenso quello tra Licia e Mirko che addirittura giunge
anche sul set di una situation comedy in carne e ossa. Il successo
del cartone animato spinge alcuni produttori Finivest a realizzare
la versione tridimensionale con la trasposizione perfetta di tutti
i personaggi. Per rendere al sit-com più fedele all’anime, tutti
i protagonisti vengono doppiati dalle rispettive voci del cartone.
Cristina D’avena viene ingaggiata non solo per intonare la sigla,
ma soprattutto per impersonare Licia: con parrucca castana a caschetto
sarà perfetta nei panni della protagonista.
Grazie a Licia, quindi, Cristina D’avena (già celebre come cantante
di sigle) viene consacrata come personaggio televisivo a tutto tondo.
Così, nel 1986 nella fascia pre-serale Italia 1 manda in onda “Love
me Licia”, che riprende pedissequamente la trama del cartone per
proseguire di lì a poco con “Licia Dolce Licia (1987), “Teneramente
Licia” (1987) e “Balliamo e cantiamo con Licia” (1988). Il risultato
è quasi una soap-opera con 145 puntate: ogni sera 4 milioni di fedeli
telespettatori. Pur trattandosi di un programma per ragazzi, diventa
un evento televisivo a 360 gradi. Davanti alla tv a guardare Licia,
quindi, non solo adolescenti, ma anche adulti.
Nella finzione i Bee-hive organizzano concerti, preparano scalette
e stampano dischi che nella realtà scalano classifiche fino a raggiungere
i primi posti, superando band affermate. Ancora oggi i Bee Hive,
nonostante siano trascorsi più di 20 anni e nonostante sia un gruppo
musicale fuoriuscito da un cartone, contano migliaia e migliaia
di fans. Per non parlare dei siti internet a loro dedicati; e da
quest’anno sono in tournee.
E se nel cartone Licia non dimostra particolari doti vocali, nella
trasposizione reale è promossa a partner canora di Mirko, che è
doppiato dal cantante Enzo Draghi.
A questo punto, gli ingredienti ci sono tutti: belle voci al servizio
di canzoni d’amore che hanno il pregio dell’orecchiabilità. Negli
LP le collaborazioni riportano nomi illustri come Ricky Belloni
(New Trolls), Flaviano Cuffari (ex-batterista di Claudio Baglioni),
e il cantante e attore Manuel De Peppe nel ruolo di Matt dei Bee
Hive (che suonava davvero la batteria).
Solo così si spiega il successo dei Bee Hive che li porta a vincere
dischi di platino, come se fossero veri big della musica leggera
italiana.
Nell’ultima puntata di “Balliamo e cantiamo con Licia” la stessa
Licia riceve inaspettatamente una telefonata da Cristina D’avena
in persona, la quale, avendo appreso la notizia dell’imminente scioglimento
del gruppo, invita alcuni componenti della band ad unirsi al suo
staff. E da lì prende avvio un’altra fortunata serie che ha per
protagonista proprio lei Cristina (interpreta se stessa) con i propri
impegni di cantante affermata e di studentessa universitaria: “Arriva
Cristina”(89), Cristina (89), “Cri Cri” (90) e “Cristina: l’Europa
siamo noi” (91).
Ma torniamo a “Kiss me Licia” perché ci sono delle curiosità da
svelare: pare che la versione originale contenesse un corso di educazione
sessuale per adolescenti che la censura televisiva italiana ha sforbiciato.
Questa parentesi informativa precedeva ogni episodio e durava all’incirca
due minuti. Sotto i colpi delle forbici sono finiti anche parti
di dialoghi e immagini in cui si fa riferimento ad alcune situazioni
omosessuali tra i personaggi. Ma la novità di questo anime è rappresentato
dall’inserimento di brani musicali all’interno della narrazione.
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