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A 30 anni dalla sua messa in onda Atlas Ufo robot fa ancora parlare
di sé.
Dalle serie TV, ai montaggi cinematografici, passando per il merchandising
e per i dibattiti. Un mito per più generazioni
IL PIU' AMATO EROE D'ACCIAIO DI TUTTI I TEMPI. IL PIU' GRANDE, IL
PIU' FORTE. E IL PIU' TELEVISIVO: ECCO A VOI GOLDRAKE!
Critiche, perplessità, interpellanze parlamentari e isteria collettiva:
ma Actarus vince tutte le battaglie
Il 4 aprile del 1978 sulla Rete 2, all’interno del programma “Buona
sera con…” va in onda per la prima volta la serie animata “Goldrake:
Atlas Ufo Robot” in 25 episodi, ideata da Go Nagai. Questo nuovo
cartone narra la vicenda di Actarus (vero nome Duke Fleed), un ragazzo
extraterrestre in fuga dalla sua stella natale, in seguito all'invasione
di Re Vega. Duke giunge sulla terra con la sua navicella spaziale
quasi morente, ma verrà ritrovato dal prof. Procton, direttore dell'Istituto
di Ricerche, che decide di adottarlo.
Nel corso degli episodi Actarus piloterà Goldrake, l'avanzato robot
da battaglia, e sarà impegnato nella lotta contro gli alieni invasori
guidati dal perfido Vega, che vogliono conquistare anche il pianeta
terra. Ad aiutarlo c'è Alcor (in realtà è Koji Kabuto) che pilota
un disco di sua progettazione.
Goldrake è il primo eroe d’acciaio del Sol Levante ad approdare
sui teleschermi italiani, spianando la strada ad altre creature
meccaniche come Mazinga Z, Grande Mazinga e Jeeg Robot, per citare
i più famosi.
Goldrake rivoluziona per sempre il mondo dei cartoni giapponesi
che fino a quel momento avevano veicolato valori più tradizionali
come la famiglia, l’amicizia, l’amore. Con Goldrake il pubblico
assiste a scenari bellici, a esplosioni atomiche, a combattimenti
all’ultimo sangue, introducendo tematiche scottanti come la morte
e la guerra. Per l’opinione pubblica la violenza delle immagini
è troppo esplicita, ma per i telespettatori dell’epoca è una novità
entusiasmante: piace ai giovanissimi, mentre fa storcere il naso
ai genitori. Sociologi, psicologi e pedagogisti sono perplessi e
giudicano la serie animata diseducativa e vuota di contenuti. La
stampa non fa che alimentare il dibattito dedicandogli articoli
e lunghi dossier. Goldrake diviene addirittura il protagonista della
copertina del TV Sorrisi e Canzoni per ben due volte: nel numero
51 del ’78, e nel numero 49 del ’79. La polemica si infiamma e Goldrake
giunge anche nelle aule del Parlamento: il deputato Silverio Corsieri,
membro della Commissione di vigilanza Rai, chiede un’interpellanza
parlamentare; ma la serie non viene interrotta, né subisce tagli;
anzi, la sua popolarità cresce.
La Rete 2, quando è ancora in onda la prima serie (dal 4 aprile
al 6 maggio 1978), sta già preparando il doppiaggio per la seconda,
che sarà trasmessa dal 12 dicembre 1978 al 12 gennaio del 1979.
Il terzo e ultimo blocco di episodi andrà in onda nuovamente nel
periodo natalizio: dall'11 dicembre 1979 al 6 gennaio1980.
Col tempo tutti i pregiudizi sul cartone risulteranno infondati.
Attraverso un’analisi attenta della trama emergono dati rassicuranti
in barba a tutte le critiche: si descrivono infatti sentimenti umani
profondi e delicati, si parla di amicizia e di amore, di lealtà,
di coraggio, e soprattutto si inneggia alla pace. L’equivoco forse
nasce soprattutto da una percezione errata che l’Occidente ha del
cartone animato: in Italia è sempre prevalsa l’equazione “cartone
animato= prodotto per l’infanzia”. In Giappone, invece, esistono
prodotti di animazione per varie fasce di pubblico. Qualsiasi cartone
arrivi dall’Oriente quindi viene classificato come prodotto per
piccoli. Ecco perché i bambini italiani si ritrovano a guardare
qualcosa che non è stato pensato per loro, e che è stato poi accusato
di non essere adatto a loro.
Intanto il successo è inarrestabile e raggiunge tutto il mondo.
In Italia, ogni volta che Goldrake appare sullo schermo, fa impennare
gli ascolti.
La Goldrake-mania è già scoppiata e il merchandising si sbizzarrisce
con la produzione di giocattoli, portachiavi, maschere di carnevale,
tatuaggi, modellini, t-shirt per un volume d’affari stratosferico.
E poi ancora con gelati, gomme da masticare, album di figurine...
Anche oggi, dopo 30 anni, è possibile trovare in vendita materiale
dedicato al robot. Acquirenti accaniti sono i 30-40enni che sostengono
Actarus senza il timore di sembrare anacronistici o ridicoli. Perché
Goldrake ormai è un sempreverde, un cult come lo sono diventati
I puffi, Topolino, I Flingstone ecc.
Il gradimento arriva puntuale anche in hit parade: il primo 45 giri,
che contiene la sigla di testa “Ufo robot” schizza ai primi posti
diventando un tormentone da cantare: “Ufo Robot Ufo Robot...si trasforma
in un razzo missile con circuiti di mille valvole tra le stelle
sprinta e va...” . Durante la seconda serie viene inciso un secondo
45 giri : sul lato A troviamo “Goldrake” la sigla di chiusura della
seconda e terza serie, mentre sul lato B c'è il brano “Vega” dedicato
ai nemici di Actarus:“Vai contro i mostri lanciati da Vega/Vai che
il tuo cuore nessuno lo piega”. Per un fenomeno di questa portata,
la canzone non poteva che avere firme illustri come Vince Tempera“.
La voce che interpreta i brani è di un certo Michel Tadini, in arte
Actarus. Anche per il doppiaggio non si bada a spese: vengono ingaggiati
infatti attori teatrali del calibro di Romano Malaspina.
Sempre in fatto di musica, nel 2006 il cantante Alessio Caraturo
ha reinterpretato la sigla “Vega” trasformandola in una ballata
romantica di gran classe.
Nel 2007 il robot irrompe anche tra i banchi dell’università: Alessandro
Montosi, (un appassionato di cartoni nipponici) si laurea al Dams
di Bologna con la tesi sul suo mito; una tesi che poi è diventata
un interessante libro dal titolo “Goldrake: Storia di un eroe nell’Italia
degli anni 80”.
In Italia sono stati realizzati tre adattamenti cinematografici
non autorizzati della serie televisiva, ma nati da un'operazione
di montaggio di vari episodi: Goldrake all'attacco, Goldrake l'invincibile
e Goldrake addio. Dopo circa trent'anni dalla trasmissione televisiva,
la serie è ritornata in Italia per il mercato dei DVD.
Insomma un successo che dura ormai da tre decenni scagiona definitivamente
Goldrake dalle accuse e lo riabilita dopo tante letture distorte
e critiche feroci.
A dare man forte a Goldrake verranno in soccorso gli altri robot,
ideati dallo stesso autore. E il successo si ripete perché le vicende
delle creature robotiche ormai sono una fetta irrinunciabile della
televisione italiana per intere generazioni di fedeli telespettatori.
Comunque il boom dei cosiddetti “anime” robotici si è avuto agli
inizi degli anni ’70 in Giappone; invece in Italia avverrà appunto
sul finire di quegli anni e nei primi anni ’80. La paternità dei
manga robotici va riconosciuta al mitico Go Nagai, che oltre a Goldrake,
disegna “Devilman” e “Mazinga Z” nel ’72, “Grande Mazinga” nel 1974,”
Getter Robot”, “Jeeg Robot d’acciaio”, e appunto Goldrake nel ’75.
Apparso in Giapppone nel 1972 su una rivista come manga, quello
stesso anno di Mazinga Z viene prodotta e trasmessa la serie televisiva
omonima in 92 episodi, che riscuote un grande successo di pubblico.
Dopo Mazinga Z, la penna di Go Nagai concepisce il Grande Mazinga,
che è il suo sequel. E Goldrake non è altro che il terzo e ultimo
capitolo della trilogia dei Mazinga, detta “Mazinsaga”. In Giappone
dunque Goldrake faceva parte di un progetto organico, tanto è vero
che tra i personaggi c'è il pilota di Mazinga Z, Koji Kabuto, che
i telespettatori italiani non conoscono; dovranno infatti aspettare
fino al 1980, quando Rete 1 trasmetterà Mazinga Z. Ma in Italia
la continuità tra i diversi capitoli della Mazinsaga si è persa
del tutto, a causa di una messa in onda sommaria e disordinata;
una linearità smarrita anche per l'alterazione dei nomi originali
che impedisce di cogliere l'unicità del personaggio di Koji Kabuto,
rimasto tale nell'adattamento del Grande Mazinga, ma chiamato Ryo
in Mazinga Z, ed Alcor in Atlas Ufo Robot. Per rispettare l’ordine
della trilogia, le reti italiane avrebbero dovuto trasmettere prima
Mazinga Z, poi il Grande Mazinga ed infine Goldrake.
Ma ai robot possiamo perdonare tutto...
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