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| Autore: | TONY DI BELLA | Votazione: 4.40 | | Titolo: | Mio fratello Tommaso | | Testo: | Mio fratello Tommaso ha 15 anni; la statura di una giraffa, il peso di un fringuello e il cervello di una gallina.
Vive in un mondo totalmente irreale in cui lui è un gran figo. Non esiste specchio, vetrina, finestrino e quant’altro rifletta le immagini, davanti al quale non resti incantato a rimirarsi. Si aggiusta il colletto della T-shirt, si scosta dalla fronte un ricciolo, si lustra i denti e sospira:
- Ahhh… non c’è proprio di che lamentarsi: oggi sono bellissimo! -
Un anno fa portò a casa una ragazza. Dopo più di un mese che girava per casa riempendoci la testa di “Ma quant’è stupenda Alice!” e “Dovreste vedere che bella che è Alice” ecc. ecc., finalmente un giorno ce la presentò. Alice era uno spettacolo… degna di stare in un circo. Aveva i capelli in stile giamaicano, una quantità smisurata di orecchini agganciati a qualunque parte del corpo ti finisse sotto gli occhi e un inquietante tatuaggio a forma di serpente che si aggrovigliava a un simbolo della pace che le partiva dalla spalla e le arrivava al polso.
Papà non disse una parola per tutta la durata della visita… si limitava a fissarla inebetito.
Per fortuna dopo un mese le preghiere di mio padre, e di tutta la famiglia, furono esaudite: Alice piantò mio fratello per cercare se stessa. In verità tre giorni dopo si era già “trovata” e usciva col violinista di un gruppo che si esibiva nei locali del centro. Fu allora che Tommaso, sprofondato nella depressione più totale, decise di imparare a suonare uno strumento. Quello fu un periodo luttuoso per tutti noi. Decise che il sassofono sarebbe diventato il suo futuro. Cercammo di dissuaderlo e gli consigliammo di optare per il flauto dolce, ma fu irremovibile. Dopo preghiere, pianti, crisi d’ansia e insonnia convinse papà ad acquistare il tanto desiderato strumento. Durante la prima settimana non lo abbandonò mai, se lo portava sempre appresso, anche al bagno. Arrivò perfino a dargli un nome: Sonorino. Per ore ed ore dopo scuola si rinchiudeva nella sua stanza ed emetteva suoni terrificanti. A noi stava per venire un esaurimento nervoso! Poi la sera si presentava a cena con un sorriso stampato in faccia e ci diceva tutto soddisfatto:
- Sentito che progressi?! –
A quel punto mia sorella scappava in bagno a vomitare e io scoppiavo in un pianto disperato. Ringraziando il Cielo le passioni di mio fratello non sono mai durature. Dopo un paio di settimane Sonorino fu dimenticato e sostituito con l’ultima versione della play station.
La camera di Tommaso è una tana. Puoi trovarci di tutto là dentro. Mucchi di vestiti gettati a terra (dove spesso il cane si sdraia per la notte); cartacce appallottolate (perché quando il suo animo di poeta si risveglia il pc non va bene per scrivere… non è romantico!); scatole di biscotti, merendine, caramelle e cioccolatini per le crisi di fame che lo colgono di frequente; lampade colorate e tanti specchi. Ma la cosa più inquietante è la sua collezione di Troll. Ne avrà una ventina almeno sparsi per il pavimento e le mensole. E guai se ti azzardi a commentare il loro aspetto! Loro (i Troll) si potrebbero offendere. Quando va in vacanza li affida a me e pretende che durante il giorno io li sposti da un posto all’altro. Perché Kolstof al pomeriggio va sul davanzale visto che ama guardare fuori dalla finestra , Ghesog di notte va sulla scrivania perché ha paura del cane e Kiko alle tre guarda la tv ecc. ecc.
L’assurdo è che non puoi barare! In qualunque posto al mondo Tommaso si trovi, alle tre del pomeriggio ti telefonerà per sapere se Kiko guarda la tv.
Come mio fratello Tommaso non ne nascono più… grazie a Dio!
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