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| Autore: | ANTONIO TRICARICO | Votazione: 4.76 | | Titolo: | LIBERA DI VOLARE | | Testo: | E’ stato un incontro particolare quello dell’altro giorno, un incontro sotto la pioggia. Sotto la pioggia battente. Giulia era incappucciata perché non aveva l’ombrello e stava vagando per le strade della città. All’improvviso venne compunta nel cuore da qualcosa che in quel momento non riusciva a capire. Non le capitava da un bel po’ di tempo, e la sensazione che provava era strana ed insolita. Un peso, si diceva fra sé e sé, :- sento un peso sul mio cuore, come se ci fosse seduto qualcuno, come se una spada mi trafiggesse e mi facesse sanguinare:-. I battiti si fecero sempre più forti e insistenti tanto da poterli sentire in gola, ma continuava a non capire. Percorrendo la strada si inchinò e col capo basso continuò a camminare. Pianse, tanto che la pioggia si mescolò con le sue lacrime. All’improvviso prima di recarsi a casa sentì una voce da lontano che la chiamava per nome…:- “Giulia”! Non riusciva a capire chi fosse stato ad averlo pronunciato, ma appena si voltò non vide nessuno, un’ombra era svanita nel nulla, volatilizzata, come una bolla di sapone. La giornata era ormai giunta al termine, ma Giulia si sentiva sempre più triste ed angosciata, tanto da non riuscire a dormire. Era notte, notte fonda quando si sedette sul letto e cominciò a tremare; ho freddo, tanto freddo, non riesco a capire cosa mi sta succedendo; erano queste le parole che diceva e che si ripeteva insistentemente. Il sole stava sorgendo e dopo una notte insonne, decise di ripercorrere la stessa strada del giorno prima. In lontananza vide quell’ombra che si faceva sempre più chiara, e che pareva non svanire e decise di prendere coraggio e raggiungerla. Era all’angolo della strada, tra il negozio di scarpe e quello della fioraia, dove l’insegna lampeggiava trasmettendo sull’asfalto i colori dell’arcobaleno indicandone l’apertura. Un signore, o una signora seduta a terra:- cosa sta succedendo, non capisco, a quest’ora del mattino non ho mai visto una persona chiedere l’elemosina!:-. Più si avvicinava, più il cuore le batteva forte, il suo sguardo si fissò subito su di un bigliettino di carta che stava accanto a quell’immobile individuo seduto con indosso una coperta. La scritta era un po’ sbiadita e non si riusciva bene a leggere, ma nell’avvicinarsi scrutò subito il suo nome, a quel punto il silenzio. Giulia devi essere povera tra i poveri… La sua vita da quel giorno cambiò e quell’incontro la rese libera, libera di volare. |
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