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| Autore: | LUCREZIA CAVERNI | Votazione: 4.60 | | Titolo: | AMORE, PIU′ CHE ALTRO | | Testo: | - Cara, una curiosità.
- Prego, dimmi pure.
- Ecco: c’è stato mai un giorno in cui un uomo sia riuscito a farti sentire speciale?
- Eh, ricordo perfettamente quel giorno. Come dimenticarlo!
Se chiudo gli occhi riesco ancora a sentire i brividi, il tremolio delle mie mani che stringevo al petto. E l’odore dei ciliegi in fiore. Faceva terribilmente caldo. Le foglie degli alberi erano leggermente smosse da una brezza rovente, che scaldava perfino il mio pallido viso fino a far scendere sulla tempia un piccolo accenno di calore. L’angoscia mi possedeva da ore, mentre attendevo il suo arrivo. Così uscii di casa e nell’attesa passeggiai per la strada, fino ad una panchina. Ed è lì che mi raggiunse l’afa. Non resistevo quasi più, stavo quasi per rientrare, quando sentii dei passi. Era lui! Stava dritto, fissandomi dall’alto. Il sole batteva sul vetro dei suoi occhiali, e non riuscivo ad incrociare il suo sguardo. Però, almeno, mi sorrideva. Sorrisi a mia volta, l’allegria era la mia nuova padrona. Lo presi per mano e gli feci strada. In casa regnava il silenzio, rotto, successivamente, dal rumore ossessivo dei nostri baci e dal suo respiro che, insieme al mio, si faceva sempre più affannoso…
- E poi? Cos’è accaduto?
- Poi si è fermato. Delicatamente, guardandomi dritto negli occhi, mi ha carezzato il volto, poi le spalle e i fianchi. Mi ha strinta a sé, baciandomi il collo. Ha raggiunto le orecchie, dando teneri morsi ai lobi e sospirando. Mi ha spostato leggermente i capelli, e mi ha sussurrato un “ti amo”.
Io stavo immobile, ero troppo felice per compiere qualsiasi movimento. Ti amo, ti amo.. mi ripetevo nella mente, ma le parole non balzavano fuori. I miei occhi dovevano comunicare molto, poiché mi prese per mano e m’invitò a sedermi sul letto. Mi fissava, senza fare niente. Fui quasi presa dal panico. La passione? Era svanita? Avevo rovinato quel momento con la mia timidezza?
Capì il mio nervosismo, adagiò la mano sul mio ginocchio, lanciandomi uno sguardo dolce e rassicurante. Avvicinò il volto al mio. E ricominciammo un gioco di baci, carezze e sospiri.
Ed intanto il suo corpo stava sopra di me: potevo sentirlo. La sua pelle calda e morbida, mi pizzicava leggermente l’addome con i peli. Tolse, lentamente, anche gli ultimi stracci di dignità dai nostri corpi, che adesso giacevano nudi uno sopra l’altro. Era proprio quello il momento che attendevo da molto. Un attimo e gli donai la cosa mia più preziosa. Una scossa di adrenalina m’invase corpo e anima, un grido di piacere ruppe il silenzio. In quel momento, il più bello in assoluto, capii che sarebbe stato per sempre. “Ormai sei mio”…
- Perché ti sei interrotta, cara?
- Secondo te com’è finita questa storia?
- Con un “vissero per sempre felici e contenti”?
- Sbagli, cara mia. “Io non ti amo quanto tu ami me.” Ecco com’è finita. A dare il massimo di te, lo prendi sempre in quel posto. Ti consiglio di non innamorarti mai. O almeno, cerca di limitare il tuo affetto verso un uomo. Sono persone subdole, false, doppiogiochiste. Ma, almeno, alcuni di loro sono dei bravi amanti. Questo non posso negarlo.
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