| |
| Autore: | GIUSEPPE GIULIO | Votazione: 4.68 | | Titolo: | La mia piccola Parigi | | Testo: | L’intero pianeta e la Francia mi stavano aspettando e una nuova ricca estate era alle porte con nuove e ricche esperienze che avrebbero segnato un mio grande ritorno ma anche un grande “scatto” nella mia vita.
Scrissi il giorno dopo il messaggio per il quotidiano, confermare lo stage di un anno con uno delle più importanti aziende europee e anche la mia grande e buona bravura messa in discussione solo mesi prima da una persona che dovrebbe ancora imparare dalla vita e dai ragazzi e non pronta ad ogni singolo giudizio.Il mio volo AF 360 parte alle 12.25 dall’aeroporto di Yellow,il biglietto e la carta d’identità già in borsa e naturalmente con me una valigia piccola ma grande per il contenuto delle mie speranze,quel giorno decisi che solo papà doveva venire con me ed assistere alla mia partenza,alla partenza del vecchio Thomas nell’attesa del nuovo Thomas quello che meraviglierà il mondo e lo cambierà a tutti i costi.
L’ansia sale sempre di più ma la felicità era nettamente superiore alla mia immensa ansia che non mi lasciava mai in ogni singola situazione,decisi di portare con me la colonna sonora del mio serial tv preferito:”The creek”,un programma da me seguito dalla prima puntata e terminato solo l’anno precedente ma nel miei ricordi era vivo più che mai,decisi di portare questo disco perché racchiudeva in sedici tracce quello che era stato il mio passato e di volerlo dimenticare ma è stato cosi e mai lo sarà perché tra le tante cose che ho imparato a Parigi è quella e che il passato non và mai dimenticato perché farà sempre parte di noi e che anche i problemi e la propria vita non vanno cambiati con un semplice stage o viaggio ma vanno cambiati stando li nella quotidianità di sempre e solo cosi che il destino e sempre la vita ti sorrideranno.
Il tempo non promise il sole e il caldo del nostro arrivo,il nostro primo giorno si apri con una tempesta di acqua e tuoni e soprattutto di un vento abbastanza fresco ma alquanto strano,come si dice giornata bagnata giornata fortunata.Non arrivammo in ritardo anzi precisi più che mai,ma in un caos degno di una grande redazione,cosi subito la signorina Kò ci mise in attesa di essere ricevuti dal capo redattore, colui che si sarebbe occupato di noi in questi due mesi,ossia il sig Simon parigino doc. Simon subito entrò in confidenza e ci spiego il lavoro che avremo dovuto compiere in questi giorni ma andando piano piano perché secondo lui dovevamo vivere questa esperienza in ogni singolo attimo e secondo perché è davvero un opportunità di una vita che non capita a tutti, io e altri ragazzi prendemmo le parole in lettera e affrontammo con grande determinazione la riunione di inizio stage nell’aula magna della redazione francese.I mesi passarono inesorabilmente ma in qualche modo quella prima notte era rimasta tra i miei pensieri,molto spesso nei momenti liberi o di fine giornata mi recavo li per rivederlo e per capire come lui conoscesse bene la mia sicurezza ma non solo ma anche del Dreams power e di questo mio progetto nascosto anche ai miei genitori e il mio dubbio si estendeva sempre di più quando guardavo la chiesa di Notre Dame e del suo fascino mistico.Cosi passarono altre settimane e lo stage con il quotidiano stava per finire e io mi sarei goduto un ritorno eccellente nella cittadina di New,in quei giorni stavo lavorando nell’ambito della musica e pochi giorni prima ebbi la fortuna di conoscere il direttore generale dello Stone francese,adesso mi chiederete cosa sia questo Stone…..ragazzi miei è la bibbia della musica e per tutti coloro che sono appassionati di essa come Vogue è la bibbia della moda e per i loro appassionati.Il direttore fu affascinato dalla mia grande volontà e voglia di lavorare un giorno per questo magazine cosi mi diede una “Chance”,mi diede un incarico ben preciso,scoprire l’erede del girl power ed intervistarlo,in questo modo avrei acquisito la fiducia di un grande esponente dell’editoria non solo francese ma mondiale.
Il mio soggiorno parigino arrivò agli sgoccioli ed anche la mia amicizia con Christina,entrambi ci dirigemmo all’aeroporto per ritornare alla vita reale,alla nostra quotidianità e riprendere i miei contatti con il passato e finalmente sfidarlo come non ho mai fatto.Io e Christina ci salutammo con lacrime di gioia e augurandoci che quello che stava accadendo in aeroporto sarebbe stato solo un arrivederci e non un addio,entrambi pronti a salutare l’avventura più emozionante della nostra vita.
L’aereo parte e con me i migliori ricordi e le migliori parole di un uomo di 28 anni,di quel piccolo uomo che diventerò e di non lasciarsi mai abbattere da cose non vere o stupide ma solo da cose che porteranno alla costruzione del mio futuro e dell’arrivederci al mio passato.Ma questa volta il viaggio non è stato accompagnato dalle musiche di un serial tv ma dalle campane di una chiesa che ha cambiato per sempre la vita di un piccolo uomo.
|
|
|
|