| |
| Autore: | MONICA FIORENTINO | Votazione: 4.18 | | Titolo: | La principessa Azzurra | | Testo: | C’era una volta ai piedi di una bellissima quercia, situata nel cuore del folto bosco di Regno Lontano, una giovane principessa di nome Ylenia.
Rinchiusa in una teca di cristallo, circondata da sette lupi bianchi a farle da guardia, un tempo sovrana dolce e felice, la poverina giaceva immersa in un sonno eterno, colpita al cuore da una freccia d’oro scoccata da un Soldato Nero, che le aveva tolto la vita durante un assalto nemico avvenuto al suo Castello, costringendola all’eterno torpore.
E splendente nella sua radiosa veste bianca, i lunghi capelli sciolti sul cuscino di raso scarlatto e le labbra di cera mute e immobili, meravigliosa la bella, inerme e supina, dormiva portando nel petto la freccia assassina.
Lasciata dagli altri Esseri Umani, una volta terminata la guerra a obliare nel sonno della dimenticanza senza che nessuno avesse più ricordo di lei, principessa ormai inutile, incapaci di donarle un solo pensiero utile a riportarla in vita. Circondata soltanto dal canto degli animali del bosco che venivano a renderle omaggio, ammaliati dalla soavità del suo volto beato.
Ma un giorno la giovane principessa Azzurra, regnante del vicino Regno di Magnolia, di passaggio in quelle Terre in groppa al suo destriero, nel vedere il suo viso così dolce e disarmato riverso in quell’oblio senza sogni, innamorandosene all’istante, decisa a vederla tornare a sorridere di nuovo come un tempo, convinta di poterla riportare in vita, stringendo le briglie del suo cavallo con foga, prese dritta lungo il sentiero che portava alla Stanza dello Spirito e del Tempo dove dimorava il Mago Augusto decisa a chiedergli aiuto.
“Ma questo è impossibile!” sentenziò stravolto l’integerrimo Mago capace da sempre di realizzare qualsiasi desiderio, nell’ascoltare la sua richiesta, divorando nervoso a grandi falcate il pavimento di pietre della sua dimora, sfuggendo lo sguardo supplichevole della giovane, che entrata di filato nel suo maniero non aveva tentennato neppure un secondo nel rivolgergli la sua accorata preghiera.
“Lei non ha più un cuore adesso! E senza di esso non potrà mai risvegliarsi!” spiegò lui diretto, scuro in viso.
Ma la principessa Azzurra decisa a non arrendersi a quelle parole, strinse i pugni con forza “Io però ho un cuore!” ribatté ferma “E potrei dividerlo con lei!” gettò di un fiato.
A quell’appello lui indietreggiò frastornato, carezzando con fare distratto il grosso volume rilegato in pelle ricoperto di polvere, posto sul Leggìo al centro della Stanza, al cui interno erano scritte la pagine più importanti della cultura mistica di tutti i tempi “Ma tu sei una principessa e lei è una principessa! E questo non è concesso! Tu devi donare il tuo cuore ad un bel principe capace di formare con te una famiglia felice e dargli tanti bei bambini! Scelta che avrebbe compiuto anche lei se avesse potuto!”
Chinando il capo dinanzi a quella sentenza, lei deglutì a vuoto “Neppure se tutto quello che voglio nella vita è di vederla sorridere ancora una volta? Nemmeno se il mio unico desiderio è quello di toglierle quella freccia dal petto?”
“Pensaci bene!” tossì il Saggio “Non è facile dividere un cuore per due! E’ una cosa molto complicata! Affinché possa avvenire è necessario che il tuo amore verso quella giovane sia vero e sincero, altrimenti nel momento stesso in cui io starei operando su di te il mio incantesimo, tu moriresti sbranata dai sette lupi bianchi della paura posti attorno al suo capezzale dallo spirito bianco della Morte a guardia del suo sonno!”
“Lo so!” annuì lei mentre muta una lacrima prese a solcarle la guancia “Io ne sono cosciente! Siete solo voi a dubitarne!”
E il Mago allora affogando in quella goccia d’amore, deglutendo a fatica, tremante per la prima volta nella sua secolare carriera di artefice dell’occulto, posò la bacchetta sul seno della principessa e avanzò con un solo colpo della voce “Se è quello che vuoi!”
E prima ancora che lui avesse terminato di pronunciare per intero il suo sortilegio, la principessa Ylenia aprì gli occhi sana e salva, portando nel petto l’altra metà del cuore della sua innamorata, risvegliandosi per sempre dal suo torpore.
Riportata in vita dal sentimento di lei vero e sincero, tanto forte e sconfinato da aprire un varco oltre le barriere dell’oscurità dietro cui era stata imprigionata, dimenticata per sempre, tanto potente dal non conoscere il tentennamento dell’incertezza.
E perdendosi negli occhi della splendida principessa Azzurra, apparsa d’improvviso al suo fianco, scioltasi in mille bagliori di luce dalla Camera del Mago per apparire al suo capezzale, tendendole la sua mano, la bella Ylenia le sorrise dolcemente, sotto gli occhi raggianti del Mago Augusto che colmo di gioia, incollato alla sua sfera di cristallo, non riusciva a negarsi un solo istante di quel portentoso miracolo chiamato Amore.
E abbracciandosi d’istinto l’una all’altra, le due vissero per sempre felici e contente.
|
|
|
|