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Concorso: Primo premio letterario Giornalistix1giorno
Sezione B: RACCONTO
 
Autore: MARISA PULITIVotazione: 5.17
Titolo: Le rose canine
Testo: Mi ricordo che da bambina ne avevo così tante, dai rami fini ricoperti di piccole spine rossastre, i petali colorati di un colore tenue, soave, talmente eleganti. Rosa, bianche, gialle. Qualcuna tendente verso il rosso. Mai troppo amate dalla gente, perchè spontanee, agresti, le rose canine non si distinguevano per i loro profumi nè per la loro vanità, non restavano fiorite a lungo, non adornavano i giardini, ma i cigli delle strade, i casolari, i campi incolti delle terre povere.
Se piantavi qualche rosa ibrida accanto a loro, le rose canine morivano, quasi come se non sopportassero la vista di tanto splendore, a confronto della loro semplicità.
Da bambina abitavo in un vecchio podere negli entroterra sperduti delle campagne. Si chiamava “Deserti”; tutto intorno non c’era niente, soltanto erba lunga e qualche querce secolare. Quando andai ad abitare ai “Deserti”, trovai un piccolo arbusto di rosa canina, poi pian piano mi ricordo che si distese, fin su, ad abbracciare le finestre ad arco e la porta della stalla, proprio come una pianta resistente e coraggiosa, come l’edera, come la miseria, quelle che si adattano a vivere ovunque.
A Maggio fiorivano ed era il risveglio dell’allegria... tanti piccoli boccioli ridenti. I tordi si posavano su quei ramoscelli verdi e gracili seppur pungenti perchè ricoperti di piccole spine. Io mi avvicinavo alle rose: le accarezzavo con grazia.
Una mattina mi alzai come facevo ogni giorno, scesi nel cortile e mi accorsi che qualcosa di strano era accaduto nella notte. Alla base delle rose erano comparsi grossi solchi irregolari e molto profondi. Al podere avevamo delle bestie, pecore, capre ed animali da cortile, ma quelle unghiate nervose a tratti feroci non potevano essere di bestie così docili e tranquille. Allora toccai il terreno e lo sentii soffice, fresco di efferatezza. Ricoprii con tristezza quelle ferite paurose che erano andate ad intaccare fin le radici delle mie rose eleganti. Pensai. Per diversi giorni trovai gli stessi solchi alla base delle piante, sempre piu profondi, sempre più sanguinosi. Non me ne facevo una ragione, cercai tra le zolle qualche animale bizzarro ma non trovai mai niente. Così ogni mattina ricoprivo di terra nuova quelle povere piante ferite a morte. Qualche rosa morì. Dopo poco la situazione tornò alla normalità, così iniziai a non pensarci e mi misi nuovamente ad accudire i fiori che abbacinavano di mille colori incantevoli, fino a sfiorire la sera per dare vita ogni giorno a petali nascenti.
Il podere “Deserti” si trovava in una vallata, di fronte ad una piccola collina tondeggiante fresca di erba tenera. La sera, la luna sorgeva sempre a Est sopra alla collina. Io non ero che una bambina e mi divertivo spesso ad osservare la falce che si tramutava giorno dopo giorno in una palla di luce fino a morire di nuovo.
Una sera di fine estate, sul farsi notte, mentre passeggiavo nel cortile, osservando l’altura, intravidi qualcosa di particolare. In cima alla collina, immobili, si stagliavano tre grandi figure nere: mi parevano cani! Impaurita chiamai mio padre. Neanche lui si rese conto di cosa fossero, ma si affrettò a controllare immediatamente che i recinti delle bestie fossero ben chiusi. Permanevano lassù quasi scultorei, fissi verso la luna. Io non capivo. Il giorno dopo trovai ancora una volta delle tracce crudeli intorno alle rose.
Non fu facile scoprire la verità, quello che per tante notti era stato il segreto dei “Deserti” e delle rose canine. Una mattina mi alzai all’alba e trovai un piccolo cucciolo di cane grigio scuro, che con forza spietata cercava di mordere le radici delle rose canine, assaporare quel tubero biancastro così profondamente sepolto all’interno delle mie terre povere.
Sembra che per ogni figliata di lupa nasca un cane rabbioso, destinato ad esser ucciso dalla madre, altrimenti, inconsapevolmente, divorerebbe con ferocia i fratelli. L’unico rimedio che può guarire il cane dalla rabbia sono le radici delle rose canine.