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Quelli che ho sfiorato: Paolo Meneguzzi
 

Verso la metà degli anni '90 conobbi Paolo Meneguzzi, un artista sensibile che sta ottenendo un magnifico successo perché è bravo, ha fascino e si avvale di un team brillante a partire da Massimo Scolari, il suo produttore. Pablo lavorava in banca quando incontrò Massimo in occasione di un concorso per emergenti e prese la decisione di abbandonare il "posto sicuro" per tentare la grande avventura. Scolari viene da diverse esperienze imprenditoriali, ma ha capito perfettamente come funziona l'apparato discografico ed è stato sempre presente nel progetto investendoci capitali senza mai lasciare alcunché al caso. Me li presentò, in un ristorante romano, Dino Melotti: durante la cena Paolo parlò poco e continuò ad indagarmi sornione, Scolari, invece, mi bruciacchiò la camicia buttandomi addosso le scintille del suo incontenibile entusiasmo.
Il mio viaggio con Meneguzzi prese il via su una strada lastricata da un comune entusiasmo, ma la discografia italiana non diede fiducia al nostro progetto iniziale e Massimo, con un colpo d'ala degno di un grande stratega, iscrisse il suo artista al Festival di Viña del Mar del '96. Il brano che presentarono si intitolava Arià ariò ed il mio testo, volutamente adolescenziale considerati i neanche vent'anni di Paolo, aveva nel titolo una sonorità molto coinvolgente che faceva riferimento al vocalizzato quasi simile di Minnie the Moocher (guarda il video tratto dall'indimenticabile Blues Brothers) del grande Cab Calloway. Il nome del ragazzo di Lugano rimane scritto nel registro dei vincitori di quella manifestazione che gli aprì un'autostrada per il mercato sudamericano dove Pablo vendette un milione di copie dei due album, nei quali curai le versioni originali dei testi, diventando una star al livello di Ricky Martin o dei Backstreet boys. Si creò una situazione schizofrenica però: gran parte delle mie canzoni erano cantate nella versione spagnola e la cosa mi sembrava piuttosto sminuente. Parlavamo spesso al telefono con Paolo e pian piano, nello scambiarci testi, musiche e sogni, ci accorgemmo che avevamo sempre meno cose da dirci. Le nostre strade si divisero per naturale logoramento o nel rispetto della regola ferrea per cui, appena le cose non vanno come dovrebbero, salta l'arrangiatore, poi tocca al paroliere, poi alla casa discografica, poi arriva il turno del produttore ed alla fine, è ovvio, il cantante deve andare a Music Farm.
Per Scolari, un'affermazione limitata ad una terra straniera equivaleva ad un mezzo fallimento, continuò ad insistere nel tentativo di lanciare Paolo nel mercato italiano e pescò l'asso quando trovò nella BMG una convinta interlocutrice. Dal contratto firmato nel 2000 partì anche in Italia la carriera di questo cantante dallo sguardo penetrante che ha saputo farmi accucciare quando, con Lei è, ha voluto rendere un tenero omaggio a sua madre.
Non entro in difese d'ufficio sulla troppo spesso criticata produzione di Meneguzzi, perché mi sembra di essermi già speso a sufficienza nel libro sulla mia frenesia per la musica popolare.
Sono felicissimo del tuo successo Paolo e porto ad esempio te ed il tuo gruppo di lavoro, perché trasmettete, a chi vuole intraprendere questo mestiere, il segnale forte che tenacia, professionalità, passione e cuore vincono sempre. Il resto sono barattoli legati dietro la macchina degli sposi e fanno solo rumore.

Arià Ariò

Amore biondo dove sei?
io non ti ho mai scordato
stavi sempre coi più grandi tu
non ti accorgevi di me
e non ti parlavo io
perché ero senza moto
ma che imbranato
giocavo a pallone per farmi notare
Poi l'estate andò
l'abbronzatura scolorì
ma non sparì da me
quella voglia d'amare
la prima barba mi rasai passando voce ti cercai
e ti rintracciai
così tra me cantai...

Arià Ariò
se mi vuoi non lo so
ma prima o poi
vedrai coraggio troverò
Ariò arià
passerà questa età
parlerò con te
so che ci riuscirò
crescerò

Ridi con gli amici tuoi
senza mai prender fiato
mi guardi a naso in su, in su,
già lo so che io
se un giorno uscissi insieme a te
non ti farei mai discorsi importanti
di motori parlerei dei fatti miei
dei nuovi dischi in Hit Parade
e poi non saprei andare avanti

Arià Ariò
se mi vuoi non lo so
ma prima o poi vedrai
con te ci proverò
Ariò Arià
passerà questa età
io gli anni miei
lo sai che non li ho amati mai
voglio i sorrisi che tu fai
le fossette che hai
quando passeggi dentro i jeans
tu sei così sexy
ho il cuore in petto che fa bang
fa bang bang

Arià Ariò
se mi vuoi non lo so
ma prima o poi vedrai
che tu sei uguale a me
Ariò Arià
passerà questa età
e cambierai idea