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Quelli che ho sfiorato: Raffaella Carrà
 

Ho scritto Riproviamoci per Raffaella, un brano che fu inserito nell'album Applausi del '79.
"Questa canzone non mi entusiasma" dissi a Boncompagni quando la sua voce grave mi salutò nascosta dal buio di una cabina di regia.
"Vuoi scherzare?" replicò la voce prendendo forma appena i miei occhi si abituarono al nero. "Hai fatto un testo straordinario!"
Come contraddire l'uomo che, con Renzo Arbore, aveva rilanciato la radio con Bandiera gialla ed Alto gradimento?
Mi sedetti vicino al fonico e stavo parlando con Franco Bracardi quando Raffa apparve, avvolta dal suo carisma, come una visione: ho sempre avuto una grande stima per lei ritenendola l'unica show girl italiana in grado di tenere il passo con l'immensa Delia Scala. Usciva dalla sala di registrazione e, evidentemente, il mio borbottare le era entrato nelle cuffie: "Chi mi sta facendo il sottofondo con quel trombone?" sorrise roca.
Il giorno precedente aveva lasciato la voce sulle piste del master per interpretare, sotto la guida del "sergente di ferro" Musso, la mia canzone che aveva una melodia piuttosto impegnativa.
"Quello che ha scritto il testo sciagurato di Riproviamoci" mi scusai.
"Sciagurato? E' bellissimo! Complimenti, piuttosto!" rise ancora scoprendo i denti perfetti. Quanto mi piaceva Raffaella!
Provai su di lei un'occhiata alla Frank Sinatra ne Il Colonnello Von Ryan, perché era coinvolgente, bella e sensuale come la sua Emilia-Romagna… ma mi rimase in bocca l'assenza di una piadina, perché la mia intensità non riuscì neanche a sfiorare il magnetismo dello sguardo più distratto di "Old blue eyes".
Parlammo per qualche minuto e, quando mi salutò, mi sembrò di vedere si piegasse indietro portandosi il dorso della mano sulla fronte e, schiaffeggiando l'aria con i capelli, mi cantasse con tanto di orchestra al seguito: "Tanti auguri, braaam."
Raffaella, inarrivabile artista legata indissolubilmente all'immaginario della nostra Italia pantofolaia!

Il testo lo riporto come testimonianza dei miei passati misfatti e, nel rileggerlo, pur prostrandomi di fronte al parere di due miti dello spettacolo, non riesco a perdonarmi di averlo scritto... per rendere più comprensibile la lettura di questo intreccio a quattro, specifico che le frasi tra parentesi devono essere intese come risposte rassicuranti e giustificatorie del fedifrago, becco a sua volta.
Oltre non mi azzardo ad andare perché ho il timore che Raffa, se dovesse incontrarmi, mi tirerebbe appresso Japino.
Scherzo, ovviamente, e la donna che ho a lungo sognato perdoni la mia impertinenza.

Riproviamoci

Riproviamoci
per pochissimo
con un poco di sincerità
Riproviamoci
basta metterci
solo un po' di volontà

Tu mi dici che sto bene
io non ce la faccio più
a immaginarti insieme a lei
Ma che amica tu ci stai
(mi è stata molto vicino)
e che diavolo ci fai
(s'è fatta amare pian piano)
che ne sa dei baci tuoi
Che ne sa delle mie mani
quando volano su te
(è dura ricominciare)
quando ridi insieme a me
(potremmo ancora sbagliare)
e che il figlio che tu vuoi
lo vuoi da me

Riproviamoci
sono un'altra sai
non mi trucco neanche più

Non mi sento con gli amici
non ci credi ma è così
quell'altro l'ho mandato via
Ma che c'entra lei con noi
(non sei cambiata per niente)
e che diavolo ci fai
(lo sai che non è importante)
che ne sa dei fatti tuoi
Che ne sa delle mie mani
quando volano su te
(quando ci faccio l'amore)
quando gridi insieme a me
(non so provare piacere)
per forza tu sei nato mio
Che ne sa delle mie mani
quando volano su te
(quando ci faccio l'amore)
na na na na na na na
(non so provare piacere)
na na na na na na na
Che ne sa delle mie mani…