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Ospito ben volentieri Io
di più, di più, di più il primo libro
di Valentina De Sanctis!
NOn perdetelo e non perché è mia figlia :-D
Quando mi sono posto il problema di dare un nome al sito, ho pensato
di chiamarlo "Work in progress", o "L'officina delle idee",
o qualcosa del genere, perché volevo trasmettere la sensazione di
un cantiere in perenne movimento.
Per uno che, come me, scrive testi di canzoni, è importante trovare
un buon titolo, uno slogan che riassuma in due parole quello che
vuole comunicare e io mi proponevo di dare, netta, l'idea del costante
divenire del mio libro.
Mi è stato suggerito, poi, di affidare a questo "internet café"
il mio nome e mi sono convinto.
"Antonello è, in fondo, un suono familiare" mi sono detto. "Ricorda
uno con il quale cammino, discuto, mi riappacifico da un mucchio
di tempo."
Niente di statico, insomma.
Anche le letture trasmettono il senso del viaggio, la percezione
di prospettive in mutamento... ma i libri, per loro natura, hanno
un respiro breve perché, appena finiti, sbiadiscono poco a poco.
Entrano, è vero, a far parte di noi, poi tornano fatalmente ad essere
pagine che vanno ad allinearsi su un ripiano e lì rimangono ad ingiallire,
spesso.
Quando li acquisti entri in un trip bestiale, però.
Guardi la copertina, annusi il profumo della carta, li sfogli diviso
tra la voglia e la resistenza che si provano all'inizio di un tragitto
sconosciuto... poi ti lasci prendere per mano, li segui con fiducia
e, quando arrivi a un passaggio interessante, li chiudi per un attimo
lasciando l'indice tra i fogli per non perdere il segno, tiri su
un sospiro, spegni gli occhi e ti metti a volare...
Poi i libri finiscono lasciandoti dentro un piacevole scombussolamento
e il fascino di un incontro avvenuto con qualcos'altro da te: ti
regalano emozioni accese dalla compiutezza di un mistero svelato,
ma rimangono il fuoco fragile di un cerino che ti resta nell'iride
anche quando si è spento, per poi perdersi nel ricordo.
Non ho voluto che Non ho mai scritto
per Celentano si chiudesse a pagina 271 e ho creato questo
sito per dargli un respiro più ampio.
Da adesso, ne sono convinto, non sarò più solo, perché le mie emozioni
si arricchiranno di amici che provengono da musiche, età, speranze,
rabbie, luoghi diversi e che sapranno dare continuità al mio lavoro.
E' da questi incontri che, ne sono certo, nascerà la ricostruzione
del viaggio e il libro non finirà mai se - con dita veloci o leggere
- continueremo a scriverlo affidando al virtuale il vero di noi.
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